La madre di Loris rimane in carcere, per il GIP «è la responsabile del grave delitto»

La madre di Loris rimane in carcere, per il GIP «è la responsabile del grave delitto»

 >>>/ LORIS, SI CERCA LO ZAINETTO ANCHE CON GLI ELICOTTERIRAGUSA — Nell’ordinanza di convalida del fermo e di emissione di ordine di carcerazione il GIP di Ragusa, Claudio Maggioni, spiega che Veronica Panarello, la madre di Loris, mente sostenendo d’aver portato il figlio a scuola il 29 novembre «in quanto lei stessa è la responsabile del grave delitto»; non è infatti ragionevole ritenere che di fronte alla tragica situazione di un figlio di otto anni ucciso in un modo così brutale si rifiuti ostinatamente di raccontare la verità. La ricostruzione dei fatti ha fatto emergere un quadro indiziario di notevole gravità ed è irrilevante «la mancanza di elementi per comprendere il movente del gravissimo gesto». Per il GIP la donna ha tenuto una condotta «cinica», con una «evidente volontà di volere infliggere alla vittima sofferenze» attraverso «un’azione efferata, rivelatrice di un’indole malvagia e priva del più elementare senso di umana pietà».

L’ordinanza di convalida è un atto fondato sul pericolo di fuga della donna, per «l’estrema gravità del reato» e per la possibilità che possa «commettere gravi delitti della stessa specie per cui si procede». La ricostruzione fatta dal Giudice sostiene che la donna ha avuto sia il tempo e l’occasione per uccidere il figlio, usando presumibilmente una fascetta stringicavo in plastica, della quale aveva disponibilità, per strangolare il figlio, che il tempo e l’occasione per gettarlo nel canale dove è stato rinvenuto il corpo senza vita di Loris.

Alla notizia della convalida del fermo Veronica ha pianto, continuando a sostenere di essere innocente, confermando la stessa versione di sempre, di aver cioè portato il figlio a scuola e non d’averlo ucciso, esprimendo il desiderio di voler «andare ai funerali di mio figlio». Questo è un «attacco mediatico» nei suoi confronti, «mi sento abbandonata da tutti», compresi i famigliari. Attraverso il suo avvocato, Francesco Villardita, lancia un appello chiedendo alla sua famiglia di non abbandonarla. Per ora solo il padre l’ha cercata, aggiungendo di «non avere ricambi d’abito» e di essere stata «aiutata dalla solidarietà delle altre detenute».

Lo stesso Davide Stival, padre di Loris e marito della donna, avrebbe fornito una ricostruzione riguardante la dinamica che ha permesso al figlio di rientrare in casa dopo che la mamma l’ha lasciato davanti al portone del condominio. Il padre è stato ascoltato nella sua abitazione dalla Polizia e dai Carabinieri su disposizione della Procura in seguito ad una intercettazione telefonica, messa agli atti, dove sostiene che Loris avrebbe usato la copia di chiavi tenute in macchina dalla madre per poter rientrare in casa. Davide Stival parlando con i suoi genitori, Pinuccia e Andrea, e una zia dice anche: «Ti rendi conto dei giri che ha fatto, sei minuti», riferendosi a quei sei minuti in più che non tornano nel tragitto percorso dalla moglie, minuti usati secondo l’accusa per nascondere il corpo del figlio; nell’intercettazione si sente il nonno Andrea rispondere: «Aveva Loris dentro la macchina e non sapeva dove cazzo doveva buttarlo il bambino».

Le perizie legali consegnate alla Procura hanno evidenziato che, a differenza di quanto detto nei primi giorni, il piccolo Loris non avrebbe mai subito violenze sessuali, non solo il giorno della scomparsa ma anche nel corso della sua vita.

Nel frattempo le autorità hanno acquisito il cellulare di un’amica di Veronica Panarello, tenuto dalla donna per alcuni giorni e poi restituito, come da lei stessa spiegato. Sono in corso gli accertamenti per verificare le attività svolte in quei giorni. Anche lo smatphone usato da Loris è stato sottoposto a controlli dalla Polizia Postale di Catania.

Paola Mattavelli
14 dicembre 2014

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