Stupro nell’aquilano: quattro sospettati

È ancora mistero sullo stupro della giovane di Tivoli avvenuto la notte di sabato presso la discoteca Guernica, nell’aquilano.
La ragazza è ancora ricoverata all’ospedale San Salvatore dell’Aquila, in evidente stato di choc. Le prime analisi e i rilievi sul suo corpo segnalano un rapporto sessuale.

I fermati sono per ora 4. Il militare trovato sporco di sangue nei pressi del corpo della ragazza, abbandonata senza sensi nella neve e al gelo, e altri due militari che erano con lui. Con loro c’era anche la fidanzata di uno dei tre, anch’egli dell’aquila.
La ragazza stuprata è una studentessa originaria di Tivoli, ma studente all’università dell’Aquila. Alle 3.30 del mattino il gestore della discoteca Guernica, mentre faceva il solito giro prima della chiusura del locale, l’aveva trovata gettata nella neve, seminuda e in una pozza di sangue.  
Dopo aver chiamato il 113, il gestore e altre persone erano riusciti a fermare un auto con a bordo dei militari che si allontanava dal luogo del ritrovamento della giovane. Uno dei tre, originario di Avellino, era sporco di sangue sulle mani e sulla camicia.
Il ragazzo, che aveva in precedenza parlato di un solo bacio scambiato con la giovane, avrebbe ammesso un rapporto sessuale, difenendolo però consensuale.
La giovane, che ha riportato numerose ferite nelle zone genitale perdendo abbondante sangue, sembra non ricordare ancora nulla. Dopo aver rischiato l’assideramento, gettata seminuda e ferita nulla neve, si sarebbe risvegliata all’ospedale in stato di choc e senza memoria.
A depositare la denuncia per la violenza è stata la madre che, secondo alcune fonti, farebbe parte di una famiglia molto stimata a conosciuta del Lazio.
E  dopo le condanne dalle istituzioni e su internet anche il Centro Antiviolenza per le donne dell’Aquila ha voluto mostrare la sua vicinanza nei confronti della ragazza vittima di questa feroce violenza, annunciando di volersi costituire come parte civile nel caso di un processo contro i responsabili dello stupro. “Siamo piene di questo dolore sordo mescolato a rabbia intensa ” scrivono in una nota “perché ancora una volta uno, due, tre, quattro uomini o ragazzi, quale che sia la loro età ed il loro passaporto, hanno disposto del corpo di una donna come di un personale territorio di caccia, segnando con crudeltà la vita di questa ragazza, interrompendo i suoi sogni, leggeri e intatti come possono esserlo a vent’anni”.

Valentina Vanzini

15 febbraio 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook