Goracci, lo ”zar di Gubbio” e la sua ”corte” in manette

È stato arrestato Orfeo Goracci, vicepresidente del Consiglio regionale dell’Umbria e già sindaco per Rifondazione comunista che secondo le accuse era diventato (questo il soprannome) lo “Zar di Gubbio” dove per oltre dieci anni ha seminato terrore tenendo in mano le redini della città.

Un potere il suo fiancheggiato da un silenzio, un omertà dettata dalla paura che fa ben capire quanto Goracci era in grado di influire su ogni decisione, nella sua “corte” figuravano difatti assessori, consiglieri comunali e dirigenti pubblici. Secondo l’accusa in Comune, Goracci, aveva formato una vera e propria corte in grado di esercitare pressione con misure mafiose: intimidazioni, emarginazioni e minacce.
Goracci così “comandava” e dettava legge su assunzioni, progressioni di carriera, stabilizzazioni di contratti, concorsi, tutto ciò che succedeva a Gubbio insomma. Inoltre Goracci cercava di ricattare le donne chiedendo in cambio ritorni sessuali, come nel caso di una vigilessa che aveva rifiutato le sua avance: Goracci la baciò contro la sua volontà e in breve tempo le mandò oltre 800 sms.
Molti dunque i reati che pendono su di lui e sulle altre otto persone finite in manette o ai domiciliari con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’abuso d’ufficio, alla concussione e per l’ex sindaco anche quella di violenza sessuale.
Goracci nei mesi scorsi aveva ricevuto un avviso di garanzia, per questo motivo da qualche settimana si era sospeso da Rifondazione comunista. Nelle carte della Procura di Perugia, il modo di operare del sindaco Goracci è riassunto nella testimonianza di un’amica di una delle vittime di Goracci, Luigina Procacci: “O eri donna e cedevi alle avances del Sindaco, o eri uomo e avevi agganci politici o di amicizia con Goracci o con persone riconducibili al suo gruppo, oppure eri fuori dai giochi”.
Quanti Goracci ci sono in giro per l’Italia?

E.F.

15 febbraio 2012

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