Denise Pipitone, la procura apre un’inchiesta per omicidio

Denise Pipitone, la procura apre un’inchiesta per omicidio

denise-fotoMAZARA DEL VALLO – Ci sarebbe una svolta nelle indagini sul caso della scomparsa della piccola Denise Pipitone. La procura di Marsala ha aperto un’inchiesta per omicidio a seguito dell’intercettazione ambientale dell’11 ottobre 2004 in cui è stato registrato un dialogo tra Jessica Pulizzi e la sorella minore Alice: la prima avrebbe riferito alla seconda che la loro madre, Anna Corona, ha ucciso Denise.

Questa è parte della trascrizione del dialogo tra le due donne, la prima a parlare è Jessica: “Quanno eramu ‘ncasa, a mamma l’ha uccisa a Denise”. Alice, di rimando, le chiede: “A mamma l’ha uccisa a Denise?”. Jessica: “Tu di sti cosi unn’ha parlari” (non ne devi parlare). Alice: “E’ logico”.

Dopo la diffusione di questa intercettazione, il procuratore di Marsala Alberto Di Pisa ha richiesto alla corte d’appello di Palermo di poter entrare in possesso del documento benché quella pronunciata da Jessica sia una frase isolata e la sua stessa interpretazione sia stata contestata dai legali della difesa. Per i consulenti della difesa, la frase che Jessica avrebbe pronunciato non si sente; e l’imputata, assistita dagli avvocati Gioacchino Sbacchi e Fabrizio Torre, quando disse alla sorella “Tu di sti cosi unn’ha parlari” si riferiva ad altro.

Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio, madre di Denise, sembra di posizione diametralmente opposta: “La frase che avrebbe pronunciato Jessica è molto inquietante” e sarebbe saltata fuori solo adesso perché appena bisbigliata: è stato possibile ascoltarla e trascriverla – secondo il perito Mendolìa – solo dopo un’opera di filtraggio e pulitura dei nastri magnetici.

Alla prossima udienza, il 16 gennaio, sarà ascoltata Alice Pulizzi. Jessica, il 27 giugno 2013, è stata assolta dal Tribunale di Marsala dall’accusa di concorso in sequestro di minorenne “per non aver commesso il fatto”. Anche se con la formula del secondo comma dell’articolo 530 del codice di procedura penale. E cioè per “mancata o insufficiente formazione della prova”. Per l’imputata, sorella per parte di padre (Piero Pulizzi) di Denise, i pubblici ministeri Francesca Rago e Sabrina Carmazzi avevano chiesto 15 anni di carcere, il massimo della pena per il reato contestato. Anche Anna Corona, assieme ad altri, era stata indagata per concorso in sequestro, ma su richiesta della Procura il procedimento fu archiviato.

Davide Lazzini
9 dicembre 2014

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