La madre di Loris in stato di fermo per «omicidio aggravato e occultamento di cadavere»

La madre di Loris in stato di fermo per «omicidio aggravato e occultamento di cadavere»

Loris

RAGUSA — Veronica Panarello, la madre di Loris, è uscita dalla sua casa con il cappuccio calato sul volto per schermarsi dai giornalisti accampati fuori. Le forze dell’ordine erano arrivate poco dopo le 17:00 all’abitazione della donna per accompagnarla in Procura; al suo fianco il marito, anche lui sentito dagli inquirenti. Ad aspettarla in Procura c’erano il Procuratore Carmelo Petralia e il sostituto Marco Rota, che dopo quasi sette ore di interrogatorio hanno posto la donna in stato di fermo in attesa dell’interrogatorio del GIP che dovrà decidere se convalidare il fermo. Pur non essendo stato confessato il delitto, gli elementi a carico in mano agli inquirenti sono tali da legittimare il fermo. L’avvocato Franco Villardita ha detto che «la mia assistita è un’indagata ma questo non significa che sia colpevole», confermando che alla madre di Loris è stato «notificato un provvedimento di fermo per omicidio aggravato e occultamento di cadavere e che la donna sarà trasferita in Questura dove trascorrerà la notte e tra poche ore sarà sentita dalla Procura durante un interrogatorio in stato di fermo». Davide Stival, padre di Loris, ha detto agli investigatori presenti a Palazzo di Giustizia, che «se è stata davvero lei mi cade il mondo addosso, non ci posso credere».

Per gli inquirenti la donna avrebbe agito da sola, uccidendo il figlio in quei trentasei minuti tra le 8:49 e le 9:25 nei quali è rimasta sola con lui; orario compatibile con quello stabilito per la morte, tra le 9:00 e le 10:30. L’arma una fascetta di plastica da elettricista, compatibile con le fascette consegnate alle maestre arrivate per le condoglianze presso l’abitazione in via Garibaldi a Santa Croce Camerina. Ipoteticamente, dopo aver stretto la fascetta intorno al collo del bambino, avrebbe trasportato il corpo sulla sua macchina passando dal garage, per poi dirigersi al Mulino Vecchio e abbandonarlo forse ancora in vita nel canalone di cemento armato. Era stato detto dal Procuratore «procederemo per cerchi concentrici, cercando di avvicinarci sempre più all’ultimo cerchio» e così è stato: quarantotto ore serrate per avere in mano elementi tali da poterli contestare alla donna. Molte le spiegazioni richieste per tutte quelle contraddizioni e lacune che giorno dopo giorno aumentavano: Loris non è mai salito sulla Polo Volkswagen nera come sostenuto dalla madre perché la telecamera che ha ripreso la scena alle 8:32 di quella mattina mostra una «figura riconducibile al bambino di maggiore età» tornare verso casa; altre telecamere lungo il tragitto fatto hanno smentito ulteriormente la versione data dalla donna perché «non rilevano in alcuna maniera, durante la fascia oraria d’interesse dalle 8:33 alle 8:39, il passaggio dell’autovettura» nei pressi della scuola; le telecamere smentiscono anche i tempi di permanenza a casa mostrando quei trentasei minuti che la donna passa a casa con il figlio mai andato a scuola, durante i quali alle 9:23 telefona una volta al marito; anche la versione del sacchetto della spazzatura non combacia con quella data dalle telecamere che la vedono essere alle 9:27:08 a soli cinquanta metri dalla strada che porta al Mulino Vecchio, con la macchina ad essere nuovamente intercettata da un’altra telecamera ben nove minuti dopo in un percorso raggiungibile in tre minuti; dopo questo giro, con un buco rilevato di sei minuti, Veronica torna di nuovo a casa, rimanendoci per tre minuti e mezzo, ripartendo poi alle 9:42 circa in direzione Donnafugata, dove arriverà alle 9:55. Cosa ha fatto in quei tre minuti di permanenza in casa? Un’ipotesi degli investigatori è che la madre sia tornata per recuperare lo zainetto del figlio, blu con le cinghie gialle, non ancora ritrovato. Stessa domanda che rimbalza anche per i trentasei minuti passati in casa e i sei del tragitto, con la vettura ad essere ripresa dove non avrebbe dovuto essere e non ripresa nei luoghi riportati nelle prime deposizioni. Tantissimi interrogativi a sollevare una domanda, la stessa da tanti giorni: chi ha ucciso il piccolo Loris la mattina del 29 novembre?

Paola Mattavelli

9 dicembre 2014

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