Whitney Houston: una morte annunciata come tante altre?

Forse non ha colto proprio di sorpresa la prematura scomparsa di  Whitney Houston, perchè il suo declino era ormai noto da tempo, ma il modo della musica piange la più iconica e popolare cantante di tutti i tempi, una grande stella che si è spenta precocemente all’età di 48 anni. La cantante  era  universalmente riconosciuta tanto da essere spesso chiamata solo con l’appellativo di  “The Voice”,  proprio per le caratteristiche uniche della sua voce. Ora forse si ha il rimpianto di non aver saputo proteggere la preziosità di quella straordinaria voce.

Prendendo il pretesto da questo triste evento si può ricordare, come spesso non diamo il giusto peso alle parole, non li soppesiamo, e solo dopo l’avverarsi di circosastanze tragiche andiamo ad analizzarle scoprendone tutta la drammaticità del loro significato nascosto. Anche Whitney Houston, probabilmente spinta dal suo travaglio interiore, in  un’intervista del 2002, aveva dichiarato: “Il più grande demonio sono io. Posso essere il mio miglior amico o il mio nemico peggiore”. E’ stato proprio quel demonio che  alla fine ha avuto la meglio su di lei e nessuno  intorno a lei se ne è accorto, forse considerandola più una macchina da soldi che una persona con tutte le sue fragilità. Una fragilità che si era evidenziata con un crollo progressivo, probabilmente dovuto al  fallimento del suo matrimonio con il cantante Bobby Brown nel  2006. Da allora l’artista  aveva ingaggiato la sua lotta contro droga, alcol e depressione.

In queste circostanze noi  scopriamo un senso di smarrimento e ci chiediamo il perchè, nel tentativo di darci delle risposte che possono placare, a seconda del rapporto che abbiamo con la vittima, il dolore, la rabbia, lo sgomento o la semplice curiosità. Ma le risposte che troviamo sono sempre insufficienti e comunque mai abbastanza capaci a descrivere il reale stato d’animo di chi è arrivato a compiere un gesto così estremo.

Sicuramente però sono pochi casi in cui  la persona che si suicida lo decide in maniera  improvvisa. Quindi una maggiore attenzione per chi ci vive intorno ci può aiutare a scoprire i disagi vissuti da coloro la cui vita è diventata insopportabile, a seguito di eventi scatenanti che possono essere i più svariati. La decisione del suicidio è la conclusione di un vissuto interiore personale, doloroso e dilaniante, dove la morte viene vista come la soluzione,  come la via di fuga per la propria situazione vista senza vie d’uscita.

La storia antica è piena di casi di suicidio con Cleopatra, Antonio, Seneca, Nerone, Petronio, Annibale ed altri. Se però vogliamo rimanere nell’ambito della musica troviamo tantissimi  personaggi famosi che hanno  presa la decisione di suicidarsi, quasi tutti con mix di alcol e droghe. Gli ultimi in ordine di tempo, Amy Winehouse e Michael Jackson, ma ancor prima troviamo Marilyn Monroe, Elvis Presley, Jim Morrison, Jimi Hendrix, John Bonham dei Led Zeppelin, Steve Clark dei Def Leppard, Kurt Cobain dei Nirvana, Luigi Tenco, Dalidà, Mia Martini, e l’elenco potrebbe continuare con altri personaggi del mondo dello spettacolo o di altre discipline come lo sport, ad esempio, con il caso del ciclista Marco Pantani, oppure del mondo lettario con Primo Levi o ancora del mondo dell’arte con Van Gogh.

Eppure la soluzione a tutto ciò è molto più vicina a noi di quando possiamo immaginare e si chiama Amore, che può manifestarsi in varie forme ma che nella sua espressione migliore è sicuramente capace di riempire il cuore dell’uomo e renderlo sicuro ed al riparo di scelte contro natura come queste.

Sebastiano Di Mauro

13 febbraio 2012

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