Morti diciassette migranti a sud di Lampedusa; settantasei quelli soccorsi dalla Marina Militare e dalla Guardia Costiera

Morti diciassette migranti a sud di Lampedusa; settantasei quelli soccorsi dalla Marina Militare e dalla Guardia Costiera

immigrazione-salvati-migrantiLAMPEDUSA — Si continua a morire nel tentativo di raggiungere le coste italiane. Diciassette le persone morte questa volta. Il gommone individuato e poi raggiunto dai mezzi di soccorso era a più di cento miglia a sud di Lampedusa. Migranti, come fossero rondini, su un gommone in condizioni di galleggiabilità normali. La Marina Militare e la Guardia Costiera avevano inviato in zona alcune unità già in navigazione, dirottando anche un mercantile e un rimorchiatore, dopo aver ricevuto l’allarme da un barcone in difficoltà. I cadaveri sono stati individuati una volta raggiunto il gommone ed iniziata l’assistenza ai migranti per le operazioni di trasferimento sui mezzi di soccorso; per una delle persone è stato necessario il trasferimento all’Ospedale di Lampedusa via elicottero della Marina Militare perché le sue condizioni erano particolarmente gravi mentre un’altra è morta poco dopo essere stata soccorsa. Le persone tratte in salvo e trasbordate sul pattugliatore Orione della Marina Militare sono settantasei, mentre le diciassette che non sono sopravvissute a questo «viaggio della speranza» durato giorni sono morte per disidratazione e ipotermia; le salme sono state sistemate su una motovedetta diretta a Porto Empedocle.

Un intervento questo preceduto da uno compiuto poco prima da due navi della Marina Militare, il pattugliatore Cigala Fulgosi e la corvetta Driade; rispettivamente centodue e cento i migranti trasferiti dai barconi, a sud di Lampedusa, sulla nave Etna per essere assistiti dal personale sanitario presente a bordo.

Il Ministro dell’interno Angelino Alfano al suo arrivo a Bruxelles, dove presiederà l’ultimo Consiglio Affari Interni del semestre italiano in cui sarà presente anche il tema dei flussi migratori e dopo aver incontrato il Commissario UE all’immigrazione Dimitris Avramopoulos, ha sostenuto che «piangiamo queste vittime e al tempo stesso ribadiamo che il contrasto ai mercanti di morte è la cosa più importante»; un naufragio che con il suo carico di morti è «la conseguenza dell’azione dei trafficanti di esseri umani». Il Ministro continua spiegando che questo è «un intervento ancora effettuato dalle nostre capitanerie nei tre mesi che avevamo deciso avrebbero rappresentato l’uscita da Mare Nostrum», un’azione «avvenuta a quaranta miglia dalla Libia e a cento da Lampedusa, quindi corretta e giusta; ci posizioneremo sulla linea di confine di Schengen. I nostri sono intervenuti perché siamo nella fase successiva rispetto all’operazione Mare Nostrum e in questi tre mesi faremo un’azione ridotta»; i trafficati di esseri umani «non si rassegnano al fatto che quando arrivano in Italia vengano arrestati e i loro mezzi sequestrati».

Paola Mattavelli
5 dicembre 2014

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