Donne ex Igea occupano la miniera di Monteponi

Donne ex Igea occupano la miniera di Monteponi

10349125_756434551101918_1970939386168937412_nIglesias – S’inasprisce la lotta dei lavoratori ex Igea, un gruppo di lavoratrici durante la notte ha occupato la galleria della miniera di Monteponi. Con un’azione che non ha precedenti le donne, hanno deciso di barricarsi all’interno nella galleria Marini a Monteponi.

A darne notizia su Facebook è stato il deputato di Unidos, Mauro Pili: “L’operazione è stata decisa durante la notte , dopo che la Regione aveva ancora una volta disatteso qualsiasi tipo di impegno non solo al pagamento degli stipendi arretrati dei lavoratori ma anche la presentazione di un serio piano di rilancio”. Sotto accusa è la Regione, poiché l’Igea è una società  dell’ente sardo ora in liquidazione. Un’azienda nata per provvedere alle bonifiche delle numerose aree minerarie dismesse della Sardegna alla quale i dipendenti chiedono stipendi arretrati e certezza per il loro futuro. Una nuova protesta all’interno della società che è già stata al centro di uno scandalo sullo sperpero di denaro pubblico legato a bonifiche mai realizzate.

A guidare la lotta stavolta sono le donne, che, con una decina di colleghi uomini hanno occupato anche il pozzo T della miniera di Campo Pisano dove si trovano le pompe che sollevano l’acqua con la quale è rifornita la città di Iglesias. Pompe che poco fa sono state fermate, interrompendo così l’approvvigionamento idrico alla città mineraria.

“Noi non abbiamo paura”, è il messaggio delle lavoratrici. “Tale azione apparentemente simbolica ha lo scopo di pretendere che l’azionista, quanto prima, assuma le proprie responsabilità con atti finalmente concreti finalizzati al rilancio aziendale – continua la nota – L’iniziativa da parte delle donne nasce dalla volontà di volere far emergere le difficoltà che quotidianamente si trovano ad affrontare come madri, compagne, mogli e lavoratrici sfatando il luogo comune secondo cui alle donne tradizionalmente era precluso l’accesso al sottosuolo”.

Marilena Tuveri
29 novembre 2014

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