Madre spara contro insegnante di violino perché fidanzato con la figlia ma «troppo vecchio per lei»

Madre spara contro insegnante di violino perché fidanzato con la figlia ma «troppo vecchio per lei»

Sparatoria

VIBO VALENTIA — Domenico Lombardo, insegnante originario di Arena ma ora residente a Vibo Valentia, è grave e la sua prognosi rimane riservata. Sette i proiettili esplosi: colpiti testa, addome, torace e arti superiori. La dinamica è semplice quanto inquietante: la donna, Caterina Cananzi di Rizziconi (Reggio Calabria), fino a quel momento tranquilla casalinga cinquantenne, mette una calibro 7.65 (regolarmente detenuta dal marito) nella borsetta, raggiunge il luogo dell’appuntamento della figlia con il professore, estrae l’arma e spara al termine di un animato litigio. Il movente era quella relazione non gradita, che durava da oltre un anno, tra il quarantasettenne professore al Liceo musicale «Vito Capialbi», due figli e un precedente matrimonio alle spalle, e sua figlia ventiseienne, pianista e studentessa di composizione presso il Conservatorio «Fausto Torrefranca», luogo dove è avvenuto l’agguato. Il professore si recava spesso nella stessa struttura per esercitarsi.

Attimi di panico e concitata confusione, poi fortunatamente la donna è stata bloccata e disarmata da un impiegato amministrativo del Conservatorio. La figlia invece è sotto shock perché presente al momento della sparatoria. Dopo l’accaduto le forze dell’ordine intervenute hanno condotto entrambe in Questura per un interrogatorio e ora la donna è in stato di fermo, disposto dal PM della Procura di Vibo Valentia, Gabriella Di Lauro, con l’accusa di tentato omicidio. Le indagini sono ancora in corso ma per la Squadra Mobile sembra certo che l’intento della donna fosse di uccidere avendo esploso più colpi nella direzione di parti vitali dell’uomo. Le gravi condizioni di Lombardo hanno richiesto un trasferimento con l’elisoccorso dall’Ospedale di Vibo Valentia ad una struttura di Palermo.

Il Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Mario Spagnuolo, commenta con amarezza la vicenda : «Ancora una volta un grave fatto insanguina il territorio vibonese. È la triste conferma di una subcultura purtroppo assolutamente diffusa che intende il ricorso alla violenza privata come strumento per risolvere ogni forma di conflittualità».

Paola Mattavelli

23 novembre 2014

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