Costa Concordia: ricomincia estrazione carburante. Una delle naufraghe ha abortito e chiede i danni

Le operazioni di ricerca dei dispersi sono interrote da ormai quasi due giorni per via del maltempo e delle condizioni di instabilità della nave. Riprendono invece i lavori per l’estrazione delle 2.400 tonnellate di carburanti presenti sul relitto. Dalle prime ore dell’alba il pontone della Neri Smit è ormeggiato vicino alla Costa Concordia e in queste ore sta continuando le operazioni di lavoro preliminari così da poter cominciare entro la fine della prossima settimana a pompare via i carburanti.

Sono 15 in tutto i serbatoi interessati, si stima che nei primi sei vi sia presente il 67% dell’intero carico, si comincerà per questo con quelli.
Ricordiamo che fin ora le vittime accertate sono 17, i dispersi ufficiali 15.
Intanto potrebbe arrivare una nuova querela rivolta alla Costa Crociere: una delle naufraghe, una genovese di 30 anni residente a Milano ha affermato ai media che intende sporgere denuncia alla compagnia di navigazione dopo aver perso il suo  bambino nei giorni successivi alla sciagura dello scorso 13 gennaio. La donna, Cristina M., viaggiava con il suo compagno (un commercialista romano di 40 anni) ed era al quinto mese di gravidanza.
Dopo il naufragio la donna era stata qualche giorno a Roma dai suoceri, tornata a Milano ha cominciato però a sentire dei dolori lancinanti all’altezza del ventre, finché circa una settimana fa è stata ricoverata, i medici le hanno detto che si trattava del distaccamento del feto dall’utero dovuto, molto probabilmente, al forte stress psicofisico accumulato nelle ore del naufragio.

Enrico Ferdinandi

5 febbraio 2012

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