Omicidio Rea: dal pc di Parolisi i Ros recuperano messaggi scambiati in chat con transessuali

Si arricchiscono ulteriormente i faldoni di atti, documenti e perizie che hanno portato l’accusa a ritenere che Salvatore Parolisi, il Caporalmaggiore dell’esercito arrestato per l’omicidio della moglie, Melania Rea, sia il colpevole.
Secondo i sostituti procuratori, Davide Rosati e Greta Aloisi, dietro il gesto di Parolisi, accusato di omicidio volontario pluriaggravato e vilipendio di cadavere, vi sarebbe il movente passionale.

A puntellare ulteriormente la ricostruzione dell’accusa, i risultati degli accertamenti effettuati dai carabinieri del reparto investigativo ( Ros ) sul computer del Caporalmaggiore, dai quali è emerso che l’uomo, utilizzando il nickname “corpo a corpo”, chattava con alcuni trans.
L’uomo non avrebbe smesso di chattare nemmeno dopo la scomparsa della moglie – sono state rinvenute conversazioni effettuate da Salvatore nella mattina del 20 aprile, nel mentre erano in corso le ricerche di Melania. Per l’accusa sono tutti elementi che, sommati a quelli già raccolti, rivelano un rapporto ormai agli sgoccioli e fatto di tradimenti. Presumibilmente la giovane 29enne aveva scoperto tutto e per questo è stata uccisa.

Immediata la risposta della difesa del Caporalmaggiore – la quale, tramite l’avvocato Valter Biscotti, ha rilevato che si tratta di elementi “processualmente irrilevanti” e non comportano alcuna conseguenza sul processo in corso a carico dell’uomo accusato di aver ucciso la moglie.
Intanto, per il 27 febbraio prossimo è prevista la prima udienza del processo, secondo rito immediato.

Patrizia Tarli

3 febbraio 2012

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