Operai Ast bloccano l’Autosole: ‘situazione seria, non ce ne andiamo’

Operai Ast bloccano l’Autosole: ‘situazione seria, non ce ne andiamo’

Ast: operai bloccano Autosole a Orte

ORTE – La decisione di bloccare l’Autosole è scattata al termine di un’assemblea tenuta dai lavoratori questa mattina a seguito del ‘nulla di fatto’ registrato ieri nell’incontro tra i vertici della multinazionale tedesca ThyssenKrupp e le parti sociali al ministero dello sviluppo economico riguardo la vertenza legata a un piano industriale che prevede 290 esuberi (141 i dipendenti già usciti con la mobilità volontaria). Intorno alla mezzanotte di ieri, l’incontro al ministero è stato aggiornato al 18 novembre per evitare una “traumatica rottura”, mentre una delegazione sindacale dei metalmeccanici sarà a Monaco di Baviera il giorno 17 per una riunione con il board della ThyssenKrupp.

La notizia del nulla di fatto, giunta a Terni, ha innalzato il livello di tensione tra gli operai dello stabilimento che, giunti ormai al ventiduesimo giorno di sciopero dicono “di sentirsi abbandonati a tutti i livelli”. Per questa mattina sindacati e Rsu avevano indetto le assemblee dei lavoratori, ma già nella notte alcune strade vicine allo stabilimento di viale Brin erano state bloccate, tra contestazioni e animi surriscaldati.

Col passare delle ore, in autostrada si è passati dall’iniziale chilometro di coda a 5 tra Orvieto e Attigliano in direzione Roma e 8 tra Ponzano Romano e Magliano Sabina in direzione Firenze intorno alle ore 16. Funzionari di polizia stanno cercando di convincere i lavoratori dell’Ast a rimuovere il blocco. “E’ una situazione seria – la risposta dei manifestanti – non stiamo giocando. Non ce ne andiamo”.

Giorgio Airaudo, ex sindacalista Fiomha dichiarato: “Il Governo sulle Acciaierie Speciali Terni fa melina, non impegna l’azienda ai suoi doveri e lascia alla ThyssenKrupp il logoramento dei lavoratori. Questo è inaccettabile. Il governo Renzi rischia di fare ‘chiacchiere’, mentre ai lavoratori servono fatti. Sotto i riflettori e davanti alle TV – prosegue – il governo annuncia una disponibilità dell’impresa che poi, ai tavoli, la multinazionale tedesca ridimensiona. Renzi registri che serve un impegno diverso ed efficace del governo, fino ad immaginare la partecipazione pubblica all’impresa, a tutela del lavoro, del patrimonio industriale  e del futuro del Paese nel settore manifatturiero. Il governo deve spendersi maggiormente a difesa della lavoro, a tutela di quei lavoratori. La Thyssen deve aumentare in modo significativo i tonnellaggi se vuole dare futuro al secondo forno, all’occupazione e all’indotto” chiosa Airaudo, che osserva come in realtà “la vicenda dell’acciaio di Terni è la cartina di tornasole delle politiche industriali e del lavoro del governo dei tweet”.

Davide Lazzini
12 novembre 2014

 

 

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