“Inchino” fatale: qualcosa di cui nessuno parla

Certi  particolari vengono ignorati.  Sulla tragedia  Concordia,  centinaia di articoli  hanno sviscerato  le angolazioni più  nascoste del fatto. In tv sono stati intervistati  i  più noti esperti di navigazione. Ma  non ci risulta , almeno per quanto abbiamo visto  nelle trasmissioni tv,  che sia  stato mai chiesto  il significato e la modalità di questa pratica  marinara,  il cosiddetto  “inchino”,  dal momento che non tutti sanno in cosa consista. Anche da una breve indagine tra la gente comune,  ci sono state risposte  assai vaghe.  Ma il web porta  a galla certe notizie, altrimenti non divulgate o ritenute ininfluenti.

Tutti ormai hanno capito che questa pratica  di “courtesy”, diciamo, del comandante di una nave turistica , indirizzata ad uno o più abitanti  di una località costiera , consista  normalmente  nella navigazione sottocosta,  con tutte le luci  accese a bordo , se di notte,  e  cadenzati suoni della sirena che, se emessi in un certo ordine codificato, assumono un significato  festoso . Come il suono delle campane…
Esiste invece  ben altra modalità  di  “inchino” della nave, assai più  “concreta “. Ed ecco cosa abbiamo spulciato  sul  web.  Qualcuno bene informato ( ex lupo di mare), ha spiegato che questo  “inchino” può avvenire  come segue:  
“ A velocità di crociera, la nave cala l’ancora a poppa. L’arresto dell’ancora sul fondo abbassa fisicamente la poppa  facendo alzare leggermente la prua che, quando si riabbassa, sembra abbia fatto un inchino “.  Un giochino simpatico, la nave che si personalizza in un gentile omaggio agli abitanti  del luogo.  
Perché nessun esperto marittimo, nei vari  processi mediatici, ha mai accennato a questa possibilità?  E viene  praticata  o è in disuso?  Se la si pratica,  è una  manovra pericolosa ,  avvenendo a velocità di crociera?  E’ mai possibile che possa farsi sottocosta  passando per giunta tra  due scogli?  E’ mai probabile che il comandante Schettino abbia osato una manovra simile, preso  dall’euforia?  Le Compagnie di navigazione  la permettono?
Noi non lo sappiamo.  Siamo qui a chiedercelo e vorremmo una risposta ai nostri interrogativi.

Angela Grazia Arcuri

1 febbraio 2012

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