Gelo siberiano: l’Italia è paralizzata, temperature sotto lo zero e neve anche al sud

L’Italia è in balia di un “grande freddo” che sta paralizzando le strade e causando non pochi disagi.
Gli esperti prevedono che il prossimo sarà un week-end “siberiano” che porterà un gelo storico, le temperature dovrebbero difatti scendere sotto lo zero in tutta la penisola con punte che potrebbero arrivare a toccare anche i meno trenta gradi nelle zone alpine.

Da ieri gli uomini della Protezione Civile e altri volontari sono in azione per cercare di evitare che i numerosi senza tetto presenti nelle più grandi città italiane possano rimanere vittime del freddo. A Milano, Roma, Firenze e Torino sono stati allestiti alloggi di fortuna per far si che i clochard non passino anche le prossime notti per le strade mettendo così a repentaglio la loro vita.
Emergenze invece all’Ospedale le Molinette di Torino dove alcuni reparti sono rimasti chiusi a causa del non funzionamento della centrale termica che limita la capacità della struttura di riscaldare le varie zone del policlinico.

Il maltempo ha già causato alcune vittime si tratta di un bambino morto nella mattinata di ieri a Siracusa dopo esser rimasto coinvolto in un incedente stradale causato dal maltempo: la madre alla guida non si è accorta di una buca di oltre 2 metri causata dalle forti piogge degli scorsi giorni, la macchina si è così ribaltata.
Una donna è invece in coma a Milano sempre a causa di un incidente provocato dal maltempo.

Ieri è stata rinviata la partita Parma Juventus, oggi stop a Siena-Catania e Bologna-Fiorentina mentre Adriano Galliani ha già chiesto formalmente alla Lega il differimento di Milan-Napoli, in programma domenica sera, quando nel capoluogo lombardo dovrebbero esserci ancora neve e temperature che arriveranno fino a meno 10 gradi.
La neve è arrivata anche al sud, imbiancata la Salerno-Reggio, in ogni dove si registrano temperature a picco, i disagi non riguardano solo le strade ma anche gli aeroporti e la rete ferroviaria.

Enrico Ferdinandi

1 febbraio 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook