Sblocca Italia: il Sì del Senato arriva tra le polemiche

Sblocca Italia: il Sì del Senato arriva tra le polemiche

senatoROMA – La fiducia al Senato sul decreto ‘Sblocca Italia’ è passata con 157 voti. In un clima surreale, con i senatori pentastellati simbolicamente con le mani alzate e macchiate di inchiostro a rappresentare il petrolio (e dunque il malcontento per il via libera alle trivellazioni sul territorio), il provvedimento ha trovato accoglimento tra i banchi del Senato dopo essere già stato approvato alla Camera.

Lo ‘Sblocca Italia’ è un decreto che contiene misure che vanno dallo sblocco dei cantieri, agli interventi per le calamità naturali, introdurrà semplificazioni per l’edilizia, la banda larga e ultralarga, l’ammodernamento delle ferrovie e le concessioni autostradali. Ed è proprio su queste ultime che si sono concentrati i maggiori attacchi da parte delle opposizioni, con l’accusa al primo ministro Matteo Renzi di aver favorito anche il gruppo Gavio, uno dei finanziatori della cena milanese di questa sera: Beniamino e Marcello, rampolli della dinastia delle autostrade, parteciperanno infatti alla cena organizzata da Renzi per raccogliere fondi a sostegno del Pd e della ‘Fondazione Eyeu’, acronimo che racchiude tutti i media di area democratica, da quelli cartacei al canale web ‘youdem’. Cinquencento i posti a disposizione al ristorante ‘The Mall’ di Milano. Ad ognuno dei presenti è richiesto un bonifico di almeno mille euro.

Tra le norme dello ‘Sblocca Italia’ ci sono quelle del cosiddetto ‘pacchetto casa’, la parte del provvedimento che dovrebbe riuscire a rilanciare il mercato immobiliare, in sostanza chi compra una nuova casa o un appartamento ristrutturato da un costruttore, potrà contare su uno sconto del 20% in 8 anni fino ad un importo massimo di 300 mila euro. L’unico vincolo sarà quello di riaffittare l’immobile per la stessa durata ad un canone calmierato.

Altro punto saliente del provvedimento è la cantierizzazione immediata delle grandi opere: dall’alta velocità Napoli-Bari – prima pietra entro novembre 2015 – alla Palermo-Messina-Catania. L’obiettivo è dimezzare i tempi di percorrenza delle tratte. Michele Elia, amministratore delegato di Ferrovie, sarà nominato commissario. Sbloccate anche le infrastrutture aeroportuali. Una delle principali novità arrivata dopo il dramma dell’alluvione di Genova, è l’avvio delle opere anche in presenza di ricorsi. D’ora in poi le opere potranno dunque partire anche se sulla gara è pendente un ricorso del Tar da parte dei concorrenti: si punta così a velocizzare gli iter amministrativi.

Via libera anche agli investimenti per la rete internet ultraveloce. Nel decreto è stato inserito uno conto fiscale del 50% per chi investe nelle “aree bianche” in banda larga, anche in città dove un’infrastruttura è già presente. Sarà fatto obbligo – da metà 2015 – per gli edifici di nuova costruzione, prevedere canaline per i cavi in fibra ottica. Arriverà “entro 90 giorni”, un “disegno strategico” che tenga insieme “porti, interporti e ferrovie” prevedendo distretti e accorpamenti “per una gestione più razionale e non concorrenziale”.

Davide Lazzini
6 novembre 2014

 

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