Protesi Pip: arrestato il fondatore per omicidio colposo

Circa trecentomila donne a rischio tumore al seno in tutto il mondo, tanta paura e incertezza informativa: questo è un primo bilancio di quanto scatenato in queste ultime settimane dal caso “Protesi Pip”. Questa mattina il fondatore della fabbrica che ha prodotto fino al 2010 le protesi incriminate (usando materiali industriali e non adatti ad uso sanitario) è stato arrestato. In manette dunque Jean-Claude Mas, preso dagli agenti nella sua abitazione nel sud della Francia con l’accusa di omicidio colposo.

Mas ha affermato: “Sapevo che quel gel non era autorizzato ma l’ho fatto consapevolmente perché il gel delle Pip era meno caro, ma di qualità decisamente più elevata”.
Philippe Courtois, un legale che rappresenta un gruppo di donne che hanno ricevuto le protesi Pip, ha detto di essere incoraggiato dall’arresto di Mas. L’imprenditore francese, oltre all’accusa di omicidio colposo, dovrà rispondere anche di truffa aggravata. La procura di Marsiglia, che indaga sul caso Pip, fin ora ha ricevuto oltre 2.500 denunce.
L’imprenditore era già finito in manette, ad inizio anno, per guida in stato di ebrezza in Colombia. Una fonte della polizia francese ha affermato che è stato arrestato anche un altro manager della Poly Implant Prothese (PIP).
Ricordiamo che l’allarme era arrivato dopo che alcuni medici francesi avevano constato che molte donne con queste protesi avevano contratto tumore al seno. Ora sono sotto controllo almeno 30.000 donne in Francia, mentre in Italia è cominciato da quasi due settimane un censimento volto a capire quante donne (e anche uomini) siano a rischio. Il consiglio dato dai ministeri della salute (sia italiano che francese) è quello di farsi controllare dal proprio chirurgo e procedere quanto prima alla rimozione.

Alessandra Cetronio

26 gennaio 2012

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