Gli artificieri hanno fatto brillare il razzo ritrovato a parco Lambro

Gli artificieri hanno fatto brillare il razzo ritrovato a parco Lambro

razzoMILANO – Verso le 15 di ieri un tubo di metallo grigio lungo circa 70 centimetri, con 4 alette alla base e la punta gialla è stato rinvenuto da alcuni passanti lungo la via adiacente al parco Lambro. Incuriositi si sono avvicinati scoprendo anche un numero di matricola, tipico di un ordigno militare. Proprio in quel momento è passata una volante, i passanti l’hanno fermata per raccontare l’accaduto segnalando l’inconsueto ritrovamento, ed è così partito l’allarme generale.

Uno scherzo, un avvertimento, un terrorista pentito o un collezionista deciso a sbarazzarsi di quell’ingombrante oggetto: tutte piste ancora aperte per spiegare la presenza dell’ordigno nel bel mezzo di parco Lambro. Secondo i primi rilevamenti delle forze dell’ordine si sarebbe trattato di un missile Nato di tipo aria-aria. Alcuni esperti di armamenti hanno invvece ritenuto che l’ordigno assomigliasse di più a un razzo, forse artigianale, costruito ispirandosi al ‘Qassam’, il tipo di razzo utilizzato soprattutto dai terroristi palestinesi.

In pochi minuti la zona è stata transennata, mentre la centrale inviava gli artificieri per capire di cosa si trattasse. Sul posto è intervenuto anche personale specializzato dell’esercito, inviato per capire cosa fosse esattamente e da dove venisse l’ordigno. Il razzo, secondo la prima ricognizione degli artificieri, non era un esemplare inerte né una riproduzione artigianale: era un razzo antigrandine che è stato fatto brillare quest’oggi dagli artificieri dell’Esercito provenienti dal 10° reggimento Genio Guastatori di Cremona, intervenuti su richiesta della Prefettura di Milano.

L’intervento di bonifica è stato completato in una cava nel comune di Sesto San Giovanni, dove l’aveva trasferito il team di specialisti dell’Esercito, giunto sul posto alle 7 sabato e dopo aver accertato che non si trattasse di un “missile, ma di un razzo antigrandine usato in agricoltura durante i temporali. L’esplosione, infatti, provoca un’onda d’urto verso l’alto atta a spaccare i chicchi di grandine”. Le indagini della polizia continuano per capire chi possa aver abbandonato il razzo appoggiandolo a un albero proprio sotto il ponte della tangenziale.

Davide Lazzini
25 ottobre 2014

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