Legionella: focolaio nel milanese, sei contagi e un morto

Legionella: focolaio nel milanese, sei contagi e un morto

legionellaBRESSO – Nel comune situato alle porte di Milano, un focolaio di legionella ha contagiato nel giro di pochi giorni ben sei persone, tutte di età superiore ai 70 anni. Uno dei soggetti è tragicamente deceduto a seguito delle complicanze originate dall’infezione batterica. Il sindaco di Bresso, Ugo Vecchiarelli, ha pubblicato sul sito internet del Comune un decalogo anti-legionella. Il primo cittadino ha dichiarato: “Non intendiamo sottovalutare quanto è avvenuto e vogliamo proseguire nell’opera di prevenzione e informazione”.

L’allarme è scattato lungo la settimana scorsa, quando numerosi anziani si sono recati al pronto soccorso della cittadina – di 26 mila abitanti – lamentando la presenza di un quadro sintomatologico simile a quello originato dalla polmonite. I pazienti sono stati sottoposti ad accertamenti medici da cui è emersa la presenza del batterio.

La legionella è presente negli ambienti acquatici naturali e artificiali: si riscontrano nelle sorgenti – comprese quelle termali – nei fiumi, laghi, nei vapori acquei e nei terreni. Da questi ambienti esse risalgono a quelli artificiali: condotte cittadine, impianti idrici degli edifici, serbatoi, tubature, fontane e piscine. Le condizioni più favorevoli alla proliferazione sono: stagnazione; presenza di incrostazioni e sedimenti; biofilm; presenza di amebe. I batteri della legionella – di cui sono state identificate più di 50 specie suddivise in 71 sierotipi – possono sopravvivere con una temperatura dell’acqua compresa tra i 5,7 e i 55 °C, mentre hanno il massimo sviluppo tra i 25 e i 42 °C. Le condizioni di proliferazione sono tutte potenzialmente eliminabili attraverso controlli accurati e una progettazione complessiva della rete idrica in sintonia con le linee guida emanate dal Testo Unico sulla Salute e sulla Sicurezza sul Lavoro.

In base alle stime elaborate dalle autorità sanitarie predisposte, pare che il caso di Bresso non sia che la puntadi un problema molto più vasto che vede ogni anno oltre 1300 soggetti contrarre un’infezione legata alla legionella, patologia che può portare a numerose complicazioni in caso di soggetti debilitati o che riscontrino preesistenti condizioni patologiche che ne acuiscono il livello di pericolosità.

Lo svecchiamento complessivo della rete idrica, che preveda l’impiego di tubature in rame, l’assenza di condizioni di ristagno – come terminali ciechi o senza sbocco – e una frequenza di controlli ad oggi effettuata solo da un numero limitato di strutture, potrebbero influire sensibilmente nel limitare i pericoli di contagio.

Intanto nel comune milanese gli esperti sono al lavoro per cercare di comprendere da dove possa essersi originato il contagio, i tecnici dell’Asl stanno prelevando campioni d’acqua dalle case ed esaminando le fontane pubbliche. La Regione Lombardia ha reso noto che in via precauzionale “sono state avviate operazioni di sanificazione su pozzi, filtri e tubazioni dell’acquedotto”. Per informazioni è possibile rivolgersi all’Asl di Milano telefonando ai numeri 02/85783844 e 02/85786865 (ore 9-15), oppure scrivendo alla mail: [email protected]

Davide Lazzini
25 ottobre 2014

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