Costa Concordia: riprendono le ricerche sul ponte 3

Ieri è stato trovato il corpo della 16esima vittima e sono cominciati i lavori per il riscaldamento dei combustibili presenti sulla Costa Concordia e per sabato è previsto l’inizio dell’estrazione delle 2.400 tonnellate di carburanti.
Oggi però, causa mare mosso, le operazioni di ricerca dei dispersi sono state interrotte. Le forti raffiche di vento non permettono difatti per ora di operare ai sommozzatori della Marina Militare con la necessaria sicurezza. Nelle prossime ore sarà comunicato se entro oggi potranno riprendere le operazioni.

Mentre dunque la conta delle vittime è salita 16, ed i dispersi sono presumibilmente una ventina (incerto il numero di clandestini a bordo) continuano le indagini per capire cosa è avvenuto la sera del 13 gennaio scorso. Da una telefonata che il Comandante della nave, Francesco Schettino aveva fatto ad un suo amico è emerso che si sentiva a posto per quanto riguardava i soccorsi e di aver aiutato decine di passeggeri ad uscire dalla Costa Concordia, affermando poi: “Quando ho capito che la nave si stava inclinando ho preso e sono sceso”. Negli ultimi giorni c’è stato uno scambio di accuse tra Schettino ed alcuni responsabili della Costa Crociere che secondo il comandante non avrebbero dato subito il permesso di chiamare i soccorsi.

Aggiornamento delle ore 14:50

Sono riprese da pochi minuti le operazioni di ricerca dei palombari della Marina Militare dei 22 dispersi sulla nave Costa Concordia. Sono state fatte esplodere nuove microcariche di esplosivo per ampliare il varco presente sul ponte 3 (aperto ieri e dove si è trovato il corpo di un’anziana donna) per consentire maggior libertà di manovra ai sommozzatori impegnati nella ricerca degli altri corpi.

Aggiornamento delle ore 15:40

Il commissario delegato all’emergenza all’Isola del Giglio, Franco Gabrielli, durante il briefing quotidiano ha affermato: “E’ ovvio che per il tempo trascorso trovare dispersi in vita sarebbe un miracolo. Noi continueremo a ispezionare tutte le parti ispezionabili”.
Mentre questa mattina Pierluigi Foschi, amministratore delegato di Costa Crociere, ascoltato dalla Commissione Lavori pubblici del Senato ha detto: “questa tragedia non doveva avvenire”, aggiungendo che la scatola nera “non era rotta come hanno scritto alcuni giornali c’era un piccolo inconveniente il 10 sera che l’11 mattina è stato segnalato dai nostri tecnici alla casa produttrice. Ma lo stato della scatola nera  non ha inficiato la registrazione dei dati”. Foschi ha poi precisato che è “stata sequestrata dalla magistratura, la compagnia non ha accesso alla scatola”.

Enrico Ferdinandi

25 gennaio 2012

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