Maltempo: Nord invaso dal fango, persiste l’allerta frane

Maltempo: Nord invaso dal fango, persiste l’allerta frane

maltempo1L’ondata di maltempo che ha investito la Liguria e la Toscana non ha risparmiato neppure altre regioni dell’Italia settentrionale; mentre in queste ore volontari e uomini degli enti preposti sono in strada a lavorare per ripristinare la viabilità e i servizi primari, si comincia a fare la conta dei danni nelle aree colpite da alluvioni e smottamenti.

In Emilia Romagna una delle città che ha risentito maggiormente del maltempo è Parma: la parte sudoccidentale è stata allagata dall’esondazione del torrente Baganza, tutti i ponti sono stati chiusi per buona parte della giornata di ieri e uno di questi, il Navetta, è addirittura crollato. Diversi residenti ai piani bassi sono stati evacuati. Oggi le scuole sono rimaste chiuse. Il sindaco Pizzarotti, su Facebook, nella serata di ieri ha fatto sapere che la “situazione a Parma è in via di miglioramento”. A Corniglio è finito sott’acqua un prosciuttificio con 30mila prosciutti, mentre in Val Taro si sono registrate frane nell’area di Bedonia e Compiano. A Colorno sono state allagate diverse stalle. Nella montagna piacentina la pioggia ha rovinato le semine, soprattutto nelle zone di Ottone e località Perino. In Val Trebbia e in Val d’Aveto le precipitazioni hanno raggiunto i 170 millimetri in poche ore. Danni sulla strada Villanova-Aglio-Pradovera nel Comune di Coli e sulla Vezzera-Pradaglione. Alcune frazioni risultano isolate a causa delle interruzioni alla viabilità.

Allagamenti e frane in Piemonte, specie nell’Alessandrino, dove la Provincia ha chiesto lo stato di calamità. Situazione critica a Gavi, colpita da una vera e propria bomba d’acqua che in sei ore ha riversato ben 380 millimetri di pioggia portando all’isolamento tutte le frazioni collinari. Ad Alessandria è stato chiuso per precauzione il ponte sulla Bormida. Gli operai di una fabbrica di Borghetto Borbera sono rimasti bloccati per alcune ore da una frana che ha ostruito gli accessi dello stabilimento. Ad Omegna una frana di notevoli proporzioni si è staccata dalla montagna e ha invaso la strada provinciale della valle Strona, tra gli abitati di Canova e Prelo, nel comune di Germagno. Un’auto che stava transitando è stata colpita dai detriti ma, fortunatamente, i due occupanti sono rimasti illesi e hanno dato l’allarme.

Anche in Lombardia lo scenario non cambia: a causa di una frana è stata interrotta la circolazione dei treni tra le stazioni di Pino Tronzano e Maccagno, nel varesotto. Violenti nubifragi e una tromba d’aria si sono abbattuti nel mantovano: strade e scantinati allagati vengono segnalati un po’ ovunque. A Rho, nel milanese, un sottopasso ferroviario è diventato una trappola per gli automobilisti: una giovane donna è stata salvata dai carabinieri dopo essersi trovata bloccata all’interno dell’abitacolo della sua vettura mentre l’acqua continuava a salire.

Disagi anche in Veneto, interessato da piogge violente e trombe d’aria. Il presidente della Regione, Luca Zaia, non ha nascosto la preoccupazione per le conseguenze delle precipitazioni ed è in costante contatto con la Protezione Civile Regionale per avere sempre notizie aggiornate. La situazione più grave risulta in Polesine, dove da ieri sono state mobilitate alcune squadre di volontari coordinate dai vigili del fuoco. Il vento ha danneggiato tetti e coperture e per questo sono stati approntati spazi di accoglienza per quanti non possono passare la notte in casa. Tranciate anche alcune linee elettriche sulle quali l’Enel sta già lavorando da diverse ore per ripristinare l’approvvigionamento d’energia.

Sebbene in molte delle aree sopracitate abbia smesso di piovere, la Protezione civile ha diramato un nuovo avviso di avverse condizioni meteo che indica la persistenza di temporali sulle regioni settentrionali, sull’Umbria e in estensione al Lazio settentrionale. Oggi ancora massimo rischio idrogeologico sulla Lombardia nord-occidentale e sulla Liguria di Levante. Criticità di secondo livello per rischio idraulico diffuso sulla Lombardia occidentale e per rischio idrogeologico localizzato su Lombardia settentrionale e meridionale, gran parte dell’Emilia Romagna, area sud-orientale del Piemonte, zone dell’Alto Brenta-Bacchiglione in Veneto e gran parte della Toscana.

Davide Lazzini
14 ottobre 2014

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