Costretta a prostituirsi a 12 anni: arrestati i genitori e il cliente italiano

Costretta a prostituirsi a 12 anni: arrestati i genitori e il cliente italiano

minoriROMA – C’è un tipo di ‘business’ che non conosce crisi, anzi, sembra proprio trarre nutrimento dalla crisi stessa in quanto nasce spesso dalla miseria propria degli individui, prima che da patologie riscontrate in sede ambulatoriale. Il ‘business’ in questione è quello legato alla prostituzione minorile coatta: una dodicenne è stata infatti venduta per soldi e regalìe a un uomo di 60 anni che abusava di lei in modo arbitrario e ripetuto.

La vittima era costretta dai genitori a incontrarsi praticamente ogni giorno con il sessantenne. La triste vicenda è stata scoperta dagli agenti della Squadra Mobile di Roma e si è conclusa con l’arresto dei tre adulti coinvolti nei fatti: padre, madre e cliente italiano.

Le indagini sono partite lo scorso mese di agosto, quando gli investigatori hanno ricevuto una segnalazione di strane attenzioni rivolte ad una bambina romena da parte di un uomo italiano. Lo scrupoloso lavoro investigativo, condotto dagli agenti della IV Sezione della Squadra Mobile romana e attuato anche con l’ausilio di attività tecniche, ha consentito di raccogliere una serie di indizi nei confronti dell’italiano, il quale aveva messo in atto una vera e propria strategia tesa a soddisfare i propri istinti sessuali in cambio di somme di denaro e regalìe di ogni sorta.

I genitori della minore, lui del 1979 e lei del 1975, sono una coppia di romeni che con percosse, offese e umiliazioni quotidiane inducevano, favorivano e sfruttavano la prostituzione della loro figlia, costringendola  ad appagare i desideri del sessantenne, al fine di soddisfare ogni sua pretesa sessuale in cambio di soldi e benefici economici.

Tutti questi elementi, uniti alla testimonianza della piccola vittima, hanno determinato l’emissione, da parte del Gip, di tre ordinanze di custodia cautelare richieste dalla locale Procura per impedire la reiterazione di analoghi comportamenti e arginare la pericolosità sociale degli indagati.

Davide Lazzini
10 ottobre 2014

 

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