Cinque olgettine parti civili nel processo Ruby-bis

Saranno parti civili al processo contro Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti 5 delle 33 ragazze che avrebbero partecipato ai famosi festini di Villa San Martino. Lo ha dichiarato quest’oggi il tribunale di Milano.
La notizia riguarda dunque solo il procedimento a carico di Mora, Fede e la Minetti, denominato anche Ruby-bis e considerato collaterale rispetto quello a carico di Silvio Berlusconi.

Le difese avevano chiesto espressamente che le ragazze venissero estromesse dal processo, ma così non è stato.

Si preannunciano perciò, sin dalle battute iniziali, nuove rivelazioni e scandali. Già all’uscita dal tribunale la modella Imane Fadil avrebbe dichiarato soddisfatta “ Sono contentissima, così si saprà tutto e così si farà luce su tante cose” ed ha aggiunto “Non vedevo l’ora che cominciasse il processo ora che sono stata ammessa come parte civile, voglio togliermi un po’ di sassolini dalle scarpe”.

Fra le 33 ragazze che, secondo l’accusa avrebbero partecipato a festini hard nelle residenze di Silvio Berlusconi figura anche Ruby, ma ne lei ne le altre 28 avrebbero deciso di costituirsi parte civile.
Secondo la più recente giurisprudenza infatti anche le persone che subiscono favoreggiamento e induzione alla prostituzione devono essere considerate vittime e perciò parti offese.

Questa strada però è stata scelta solo da 5 ragazze:  Ambra Battilana, Chiara Danese, Imane Fadil, Barbara Guerra e Iris Berardi che compariranno in aula per tutte le udienze.
Barbara Guerra e Iris Berardi hanno richiesto espressamente di costituirsi parte civile, ma solo nei confronti di Nicole Minetti mentre Ambra Battilana e Chiara Danese si costituiranno parte civile contro tutti e 3 gli imputati.

Secondo il legale di Barbara guerra la donna sarebbe vittima e persona offesa dell’induzione e del favoreggiamento della prostituzione durante i famosi festini. Reati che sono imputati al consigliere regionale Nicole Minetti.
Per Ambra Battilana e Chiara Danese, entrambe miss piemontesi, il danno sarebbe invece quello d’immagine relativo al rilievo mediatico del processo. Le due infatti hanno sempre raccontato di aver partecipato ad una cena ad Arcore il 22 Agosto al termine della quale si sarebbe svolto il consueto “bunga bunga”, la scena avrebbe, secondo i loro racconti, talmente schifato le 2 ragazze da spingerle a chiedere di essere riportate a casa.

Al termine delle arringhe degli avvocati i difensori avrebbero infine comunicato la richiesta dei 3 imputati di riunire il loro processo con quello in cui è imputato Silvio Berlusconi.
La richiesta è stata comunicata al presidente del tribunale Livia Pomodoro che il 17 febbraio prossimo renderà note le sorti dei due processi.

Le 5 “olgettine” saranno dunque ascoltate dopo questa data, quando finalmente, dopo la decisione della Pomodoro, saranno fissate le tappe del processo.
Solo allora, forse, sapremo tutta la verità sui festini nelle ville di Silvio Berlusconi. Innocenti cene o festini a luci rosse? Sarà solo il tribunale a dirlo.

Valentina Vanzini

20 gennaio 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook