Tassi invariati nel vertice partenopeo, oltre alla piazza cresce il malumore anche tra gli Stati membri

Tassi invariati nel vertice partenopeo, oltre alla piazza cresce il malumore anche tra gli Stati membri

Mario DraghiNAPOLI – La Banca centrale europea, a seguito della consueta riunione di inizio mese tenuta in una sede ‘aliena’ rispetto all’Eurotower, ha deciso di non intaccare il tasso di rifinanziamento principale mantenendolo al minimo storico dello 0,05%, quello sui depositi overnight a -0,20% mentre quello per il rifinanziamento marginale resta allo 0,30%. In pratica si è deciso di mantenere lo status quo; una decisione importante messa in conto dai mercati, che aspettavano da Mario Draghi il dettaglio del piano d’acquisto di Abs, i prestiti cartolarizzati delle imprese e i covered bond. Per quanto riguarda questi aspetti, la Bce ha reso noto che acquisterà prestiti cartolarizzati nel quarto trimestre 2014 e obbligazioni garantite a partire da metà mese corrente, per un periodo di almeno 2 anni.

Draghi ha confermato la compattezza del Cosiglio, che è pronto a usare strumenti ulteriori e non convenzionali per combattere la bassa inflazione. Gli acquisti di Abs e covered bond, insieme alle aste di liquidità finalizzate a concedere credito alle imprese – le cosiddette Tltro – dovrebbero, secondo il Governatore, servire a espandere il bilancio della Bce e quindi sostenere la dinamica dei prezzi. “Questi acquisti – ha dichiarato – avranno un impatto notevole su nostro bilancio e rafforzano la nostra forward guidance. Le nuove misure potranno sostenere le aspettative di ancorare l’inflazione vicino all’obiettivo del 2%”. Resta comunque il fatto che le prospettive d’inflazione a medio e lungo termine sono peggiorate e, a detta dello stesso Draghi “vediamo che i rischi sono aumentati”.

Entrando nel merito delle scelte operate dai Governi, Draghi – che ha evidenziato come la crescita stia rallentando a causa della disoccupazione – ha espresso la necessità di proseguire la strada di consolidamento dei conti anche nella produzione delle ‘leggi di stabilità’ per il 2015 che a breve andranno consegnate a Bruxelles. Solo chi è impegnato nelle riforme strutturali potrà sfruttare la flessibilità già prevista nel Patto di Stabilità per sostenere gli sforzi necessari. In ultima battuta Draghi ha spiegato come – oltre alle scelte di politica monetaria e su quelle adottate per le aste – sia necessaria la fiducia perché arrivi la ripresa economica.

L’incontro tenuto a Napoli tra i vertici della Bce è stato caratterizzato da una vigilia calda sul piano europeo e dalle proteste di piazza dei movimenti antagonisti. A tal proposito Draghi ha commentato: “Capiamo le ragioni di chi protesta, ma le accuse che vengono lanciate alla Bce sono sbagliate: non è colpa della politica monetaria lo stato di difficoltà in cui versa l’economia, in particolare in aree come Napoli”.

La politica monetaria – comunque – dovrebbe servire per mantenere un certo livello di stabilità nei conti agendo su due variabili, come il tasso d’interesse e la quantità di moneta in circolazione pertanto, sebbene Draghi non sia d’accordo sull’imputazione delle responsabilità della situazione attuale all’operato della Bce, dovrebbe considerare con più attenzione le altre variabili che nascono proprio in seno alle due sopracitate, su tutte il fatto che gli Stati membri non possano produrre banconote in autonomia e siano di fatto costretti ad acquistarle – pagando un interesse – direttamente dalla Bce. Questo sistema, detto anche ‘signoraggio’, comporta diverse criticità di facile interpretazione e sottopone gli Stati ad un indebitamento continuo che va ad intaccare anche il processo di riforma auspicato, ma rallentato e talvolta annientato da questo circolo vizioso. Un po’ come chiedere al proprio cane di recuperare un bastone lanciato lontano pur sapendo che la bestiola è legata a una catena troppo corta per poter compiere l’operazione richiesta.

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha accolto i governatori delle banche centrali europee sottolineando l’importanza di scelte che favoriscano la crescita, la ripresa dell’economia e soprattutto il calo della disoccupazione. Il presidente della Bce, Mario Draghi, ha replicato ricordando che il cammino per la ripresa passa inevitabilmente dalle riforme strutturali chieste ai singoli Governi. La Francia, proprio ieri, ha risolto il dilemma annunciando che non rispetterà i vincoli di bilancio imposti dal Patto di Stabilità e che – fino al 2017 – sforerà il tetto del 3% imposto sul deficit, proprio come farà l’Italia. Una presa di posizione forte e, al contempo, non isolata. Anche per questo, Angela Merkel, cancelliera della Germania, ha ricordato agli alleati europei che devono fare i compiti imposti dagli accordi in sede Ue. In sostanza c’è una richiesta di maggiore elasticità da parte degli Stati rispetto ai vincoli, ma si avverte un certo livello di refrattarietà da parte di chi, almeno finora, sta conducendo il gioco.

Davide Lazzini
3 ottobre 2014

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