Sassano: quattro vite falciate dalla folle corsa di una BMW guidata dal fratello di una vittima

Sassano: quattro vite falciate dalla folle corsa di una BMW guidata dal fratello di una vittima

23c25184c4907ccad81575aa010e60c4-kUND-U430301099148431XS-1224x916@Corriere-Web-SezioniSASSANO — Il tragico bilancio dell’incidente avvenuto a Silla, frazione di Sassano (Salerno), nel pomeriggio di 28 settembre, è di quattro morti e un ferito. Quattro ragazzi seduti al un tavolino di un bar, un bar che si trova alla fine di un rettilineo. Nicola e Giovanni Femminella, sedici e ventidue anni, figli del titolare del locale, stavano guadando le partite con due amici, Luigi Paciello, quindici anni, e Daniele Paciello, quattordici, quando sono stati letteralmente falciati da una BMW 520 nera. Secondo testimoni la vettura procedeva a folle velocità nel centro abitato Alla guida Gianni Paciello, ventidue anni, fratello di Luigi, una delle vittime, che dopo aver imboccato il rettilineo a velocità elevata, perde il controllo della macchina, sbanda e rimbalza come un proiettile dopo aver urtato contro la rotatoria al temine della strada. Un volo di alcuni metri, alcuni maledetti metri che terminano con uno schianto sui quattro ragazzi. Solo Nicola Femminella non muore sul colpo. Ancora vivo all’arrivo dei soccorsi, muore purtroppo durante il tragitto verso l’ospedale. Il titolare del bar, «New Club 2000», che ha assistito impotente alla morte dei figli, è stato colto da malore. Il conducente è rimasto invece ferito ed è ora piantonato all’ospedale di Polla dove è ricoverato per sospetta frattura al femore. Dovrà rispondere dell’accusa di omicidio plurimo volontario. Vito Russo, Procuratore Capo di Lagonegro, ha confermato la presenza nel sangue di Gianni Paciello di un tasso alcolemico tre volte superiore al limite consentito. Il giovane gestiva un locale insieme ad alcuni soci, non lontano dal luogo della tragedia.

Il sindaco, Tommaso Pellegrino, ha proclamato il lutto cittadino, commentando l’accaduto con queste parole: «Non sono garantista sul problema della sicurezza stradale, serve certezza della pena, perché un fatto del genere è una sconfitta per la prevenzione e le istituzioni. Oggi piangiamo la tragica morte di quattro splendidi ragazzi che conoscevo personalmente, sono vicino al dolore di due famiglie distrutte», aggiungendo che «non credo nella cultura della rieducazione. Questo fatto testimonia che c’è stata una sconfitta sul piano normativo in tema della sicurezza stradale. Siamo sgomenti».

Non ci sono parole per l’ennesima disgrazia avvenuta a causa dell’alta velocità e dell’alcol, saranno le indagini a parlare. Ciò che rimane è il dramma delle vittime senza colpe e delle loro famiglie. La famiglia di Luigi e Gianni dilaniata da un doppio dolore, di un figlio morto a soli.

Paola Mattavelli

29 settembre 2014

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