Costa Concordia: salgono ad 11 le vittime, 23 i dispersi. Arresti domiciliari per Schettino

Saranno almeno quattro le piccole esplosioni che serviranno per aprire dei varchi nella Costa Concordia così da poter facilitare il lavoro degli uomini impegnati nelle ricerche dei dispersi. I varchi saranno aperti sia nella parte immersa che in quella fuori delle acque per permettere ai sommozzatori ed ai palombari di arrivare nelle zone ancora inesplorate della nave. Il numero di dispersi ufficiali è salito a 29, mentre non è stato data conferma ufficiale all’ipotesi avanzata dal quotidiano La Stampa, che nella giornata di ieri ha parlato di una lista “segreta” contenente almeno 40 nomi tra passeggeri e membri dell’equipaggio.

Come detto per la prefettura i dispersi sono 29, venticinque passeggeri e quattro membri dell’equipaggio. Fra i nuovi dispersi dodici tedeschi, quattro italiani quattro francesi, due statunitensi e una peruviana.; alcuni di loro sono William Arlotti di Rimini e sua figlia Daiana di 5 anni; la giovane sposa Maria D’Introna di Biella; le due amiche siciliane Maria Grazia Trecanico e Lucia Virzi’, e Giuseppe Girolamo, un musicista 30enne di Alberobello.
Le vittime sono invece salite a sette, solo sei corpi sono però stati recuperati, il settimo è stato solo avvistato. Ricordiamo che sulla Costa Concordia erano presenti 4.230 persone in tutto per questo motivo si è trovata gran difficoltà finora nel redigere un censimento completo ed affidabile.
Ciò che più si teme è che lo scoglio su cui poggia la nave possa cedere e far sprofondare il relitto di 70 metri sotto il livello del mare, ciò comporterebbe non pochi problemi primo fra tutti il rischio ambientale. Difatti all’interno della nave sono presenti almeno 2.400 tonnellate di carburante che, secondo il ministro per l’ambiente Clini, dovrebbero esser prelevati entro e non oltre le 48 ore, dopodiché sarà lanciato l’allarme per rischio di disastro ambientale. Corrado Clini ha difatti affermato che: “bisogna fare in fretta perché le condizioni meteoclimatiche stanno per cambiare. Potremmo tamponare la falla che si è creata e portare nave in linea di galleggiamento, e trascinarla lontano per poi operare, ma al momento, non siamo in grado di dire se questa ipotesi sia praticabile”. Per il ministro inoltre nel qual caso la nave dovesse scivolare andrebbe valutata  l’ipotesi di lasciarla giacere sul fondale: “Ci sono diversi scenari ma non siamo in condizione di dire quale sia il più probabile”.

Aggiornamento delle ore 10:20

Clini ha affermato nel corso di un intervista: “Lo stato di emergenza verrà dichiarato per consentire e attuare le misure necessarie in tempi rapidi ed evitare la dispersione in mare di oltre 2000 tonnellate di carburante. Abbiamo bisogno di procedere con urgenza». Alcuni cronisti sul posto hanno già notato alcune macchie sulla superficie del mare che potrebbero sembrare di petrolio, ma la Guardi Costiera ha rassicurato affermando che si tratta di materiali non inquinanti.

Aggiornamento delle ore 14:30

Continua la corsa contro il tempo per cercare i 29 dispersi. Sommozzatori e palombari hanno aperto in queste ore dei varchi nelle zone della nave ancora inesplorate usando delle micro cariche di esplosivo. Speranzoso il prefetto di Grosseto, Giuseppe Linardi che ha affermato che “non bisogna disperare” c’è ancora la possibilità di trovare qualche disperso vivo.
Il bilancio dei morti resta fermo a 6 (non ancora nota l’identità della sesta vittima trovata ieri) in queste ore sarebbe stato individuato un altro cadavere sulla nave ma non è ancora stato recuperato
Continuano anche ad emergere nuovi dettagli dall’inchiesta: alcuni ufficiali avrebbero sollecitato il comandante Francesco Schettino a dare l’allarme e a ordinare l’abbandono della Concordia, e di dare avvio all’evacuazione con le scialuppe, ma lui avrebbe perso tempo parlando al telefono con la compagnia e allora il suo vice, spalleggiato da alcuni ufficiali avrebbero dato autonomamente il via alle operazioni di evacuazione. Se il suo vice non avesse preso questa decisione molto probabilmente oggi il conto delle vittime sarebbe stato ben più alto.

Aggiornamento delle ore 20:15

Le micro esplosioni che hanno aperto dei varchi nelle zone rimaste ancora inaccessibili della nave hanno permesso ai palombari ed ai sommozzatori di trovare i corpi di altri cinque dispesi. Sono stati tutti trovati nella zona di poppa della nave, zona quasi completamente sommersa dalle acque, si tratta di una donna e quattro uomini, probabilmente tutti passeggeri, la loro identità non è ancora chiara.
Il bilancio delle vittime sale così a 11 i dispersi sono invece 23 in quanto un uomo, dato fino a questo pomeriggio per disperso ma che in realtà ha già fatto ritorno nella sua casa in Germania.
Ricordiamo che quest’oggi il ministro per l’ambiente Clini ha dichiarato lo stato di emergenza. La Costa Concordia si trova difatti ad un passo da un precipizio di 70 metri, se dovesse sprofondare potrebbero riversarsi in mare più di 2.000 tonnellate di carburanti, per questo si lavora per cominciare quanto prima ad estrarre il greggio dalla nave. Il maltempo è la grande incognita di queste ore.
Si aggrava la situazione del Comandante Francesco Schettino che sceso prematuramente dalla nave, all’invito telefonico del capitano della Guardia Costiera d Livorno Gregorio De Falco che gli ha ordinato di “ritornare immediatamente sulla nave” ha risposto: “non posso è troppo buio”.

Aggiornamento delle ore 21:47

Arresti domiciliari per il comandante Francesco Schettino. L’inattesa decisione è stata presa dal gip di Grosseto, Valeria Montesarchio, che ha però convalidato il fermo disposto dalla procura di Grosseto sabato scorso.
Schettino ora attende la notifica della decisione del gip, potrebbe lasciare il carcere già mercoledì mattina.
Il procuratore di Grosseto Francesco Verusio si è detto sorpreso della decisione: “Non lo capisco il provvedimento del Gip sono curioso di leggere le motivazioni e domani insieme agli altri colleghi ne prenderemo atto. Quando leggerò il provvedimento del Gip vorrò capire perché da un lato non ha convalidato il fermo mentre dall’altro lato ha applicato comunque una misura cautelare, anche se è quella dei domiciliari, più gradata”.

Enrico Ferdinandi

17 gennaio 2012

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