Costa Concordia: 6 le vittime, giallo sui dispersi, rischio danno ambientale

Il numero delle vittime del naufragio della Costa Concordia sale a sei: si tratta di un passeggero che si trovava sul secondo ponte con indosso il giubbotto salvagente. 70 le persone ferite.
Il numero di dispersi scende così a 16, le ricerche proseguono senza sosta, sono operativi sommozzatori, vigili del fuoco, speleosub dei Cnsas (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) e della Fias (Federazione italiana attività subacquea), ma con il passare delle ore diminuiscono le speranze di trovare altri superstiti.

Questa mattia sono arrivati anche nove cani dell’unità cinofila toscana dei vigili del fuoco, ma il tempo potrebbe portare non pochi problemi nelle operazioni. Per le prossime ore è difatti previsto un temporale che potrebbe far inclinare ulteriormente la nave. Il sindaco dell’Isola del Giglio, Sergio Ortelli, ha affermato che: “la speranza di trovare in vita i dispersi si è ormai ridotta al minimo, l’unica speranza è che si sia creata nella nave qualche bolla d’aria. Le ricerche comunque continuano”.
Ricordiamo che fra i dispersi figura una bambina di 5 anni in vacanza con il padre e la compagna (che ora si trovano sull’isola del Giglio) e due donne siciliane, il marito di una delle due donne, Elio Vincenzi ha dichiarato: “Sono  pessimista e temo risultino tra le persone in salvo per un equivoco. Abbiamo avuto conferma ufficiale che risultano sbarcate a Porto Santo Stefano, ma temo che nella confusione siano state censite per errore. A mia figlia è stato chiesto con chi viaggiava e lei ha fatto il nome della madre della sua amica”.
Continuano anche le indagini per capire le cause dell’incidente, il Comandante, Francesco Schettino, avrebbe commesso l’errore di avvicinarsi troppo alla costa (allontanandosi dalla costa) per il rituale saluto all’Isola. Su di lui pendono le accuse per i reati di  naufragio, omicidio colposo plurimo e abbandono della nave.
La stessa compagnia Costa Crociere ieri in una nota ha affermato che vi sono stati: “gravi errori del comandante che non ha seguito le procedure di Costa Crociere che sono in linea, e in alcuni casi vanno oltre, gli standard internazionali”. Secondo la compagnia navale Schettino ha commesso: “gravi errori di giudizio che hanno avuto gravissime conseguenze: la rotta della nave è risultata troppo vicina alla costa e sembra che le sue decisioni nella gestione dell’emergenza non abbiano seguito le procedure”.
Chiarirà quanto successo l’esito dell’esame della scatola nera dalla quale, secondo il procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio ha già evidenziato un grave ritardo nel dare l’allarme: l’impatto con lo scoglio è avvenuto alle 21,45 e l’allarme alla Guardia Costiera è stato dato alle 22,43. Dalla scatola nera emerge inoltre che la Costa Concordia era a soli 150 metri dalla riva.
Secondo numerosi testimoni negli scorsi mesi frequentemente la Costa Concordia, passò più di una volta vicino al Giglio per salutare gli abitanti e per far vedere l’isola ai passeggeri. Decisione questa che ha portato ad un tragico epilogo.
Rischi ambientali. Si parla anche di rischi ambientali. Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, nella giornata di ieri ha affermato: “Credo che dobbiamo intervenire decisamente e rapidamente per evitare che queste grandi navi possano entrare in zone che sono troppo delicate per correre questi rischi”. La Costa Concordia contiene attualmente oltre 2.300 tonnellate di carburante che potrebbero gravemente danneggiare la riserva marina del Giglio.
Il prefetto di Grosseto affermato quest’oggi che la Protezione Civile: “ha già sul posto tre rimorchiatori e assieme alla capitaneria di porto interverrà per creare una cintura di protezione attorno alla nave per prevenire eventuali sversamenti di liquidi tossici… Il peggioramento delle condizioni climatiche potrebbe determinare situazioni critiche”.
La Guardia Costiera, invece in una nota afferma: “La compagnia armatrice ha assicurato di aver predisposto una ditta per il recupero dei liquidi inquinanti a bordo ma attualmente la priorità è per le persone: finché tutti i dispersi non rispondono all’appello non si può iniziare l’operazione di recupero dei carburanti anche perché lo scaricamento delle casse di gasolio e nafta che si trovano a bordo diminuirebbe il peso con il rischio di far spostare la nave. Al momento il pericolo di sversamento dei liquidi inquinanti è modesto”.
Maltempo permettendo, le prossime ore saranno decisive per capire se vi possa esser ancora qualche superstite e per avviare delle prime procedure che evitino il disastro ambientale.
Proponiamo ai lettori di 2duerighe l’intervista realizzata da Tgcom fatta al Comandante Francesco Schettino la sera dell’incidente, le sue dichiarazioni sono in netto contrasto con quanto emerso in questi giorni:

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Aggiornamento delle ore 20:30

In queste ore il maltempo ha rallentato il lavoro di ricerca dei dispersi, che ufficialmente sono 16. Crescono tuttavia i dubbi su questo numero, dalla Germania arriva la notizia che almeno dieci passeggeri tedeschi presenti sulla Costa Concordia non hanno dato fin ora notizie ai parenti, il numero potrebbe quindi esser ben più alto di quanto si pensi. Il vero problema come detto è il maltempo, che nel pomeriggio ha spostato la nave di almeno 9 centimetri e che potrebbe far sprofondare ulteriormente la nave facendo così aumentare il rischio che le oltre 2.000 tonnellate di carburante possa riversarsi in mare. Sarebbe un grande danno ambientale, si lavora per evitare che ciò possa avvenire.

Enrico Ferdinandi

16 gennaio 2012

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