Isola del Giglio, nave della Costa Crociere naufraga: 3 morti e 70 dispersi

Ieri sera una nave da crociera, la Costa Concodia, si è incagliata nei pressi dell’Isola del Giglio (arcipelago toscano); il fatto è avvenuto fra le ore 21:30 e le 22:30 circa: la nave si è inclinata fino a toccare i 90°, panico a bordo dove sono rimaste ferite 14 persone, 3 sono invece morte.

La nave era partita ieri da Civitavecchia (Roma) per seguire un itinerario mediterraneo, a bordo ben 4229 persone che sono ora tutte state tratte in salvo, eccetto come detto i tre morti. Il comandante della guardia costiera di Livorno, Francesco Paolillo, ha affermato che non è ancora chiaro cosa sia successo, sembra che la Costa Concordia abbia colpito un ostacolo, forse scogli, e che il capitano abbia provato a portarla in acque meno profonde. L’impatto ha così provocato uno squarcio di 30 metri nella carena della nave che in queste ore, non essendo completamente sprofondata in quanto le acque non sono profonde, è sottoposta all’ispezione dei vigili del fuoco per meglio comprendere cosa sia successo. Intanto la Capitaneria di Porto ha aperto un inchiesta.

Polemiche sui soccorsi che secondo i passeggeri sono arrivati con troppo ritardo. Quando è avvenuto l’impatto i passeggeri erano a cena, queste le dichiarazioni di uno di loro: “Ha cominciato a tremare tutto, la luce è andata via e la gente ha cominciato a gridare aiuto. Un’ora dopo è suonata la sirena ed è stato dato l’ordine di evacuazione. Siamo andati alle scialuppe, ma non tutte andavano in acqua, alcune sono cadute sui ponti e c’è chi è rimasto ferito o contuso. La cosa più drammatica è sentire la voce delle persone, in particolare delle mamme, chiamare i propri familiari, soprattutto i bambini. Era buio e non sapevamo cosa fare. La gente cadeva in terra mano a mano che la nave si inclinava. Sentivamo la voce del comandante ma abbiamo pensato a correre verso un’uscita. C’era anche chi si buttava in acqua”.
Un altro passeggero ha invece affermato: “Dopo l’incidente ci siamo diretti verso i punti che ci indicavano e abbiamo cercato di prendere un giubbotto salvagente mentre il comandante cercava di rassicurarci. Poi ci hanno imbarcato sulle scialuppe di salvataggio ma il personale non era assolutamente adatto a svolgere i compiti che gli erano stati assegnati. Sulla scialuppa dove ero imbarcata io hanno cambiato anche il conducente. Dei giubbotti salvagente non funzionavano neanche le luci”.
Il prefetto  di Livorno ha affermato che i passeggeri tratti in salvo: “sono stati trasferiti verso Porto Santo Stefano per la prima assistenza e siamo pronti ad accoglierli in molte strutture ricettive, siamo attrezzati anche con presidi medici”.

Aggiornamento delle ore 14:00

Secondo quanto emerso nelle ultime ore dalle indagini avviate dalla prefettura questa mattina, la nave Costa Concordia ha colpito degli scogli che si trovavano vicino alla costa. Difatti stava viaggiando 5 miglia più vicino alla costa del dovuto, non è ancora chiaro se ciò sia dovuto ad un errore umano o ad un guasto tecnico. Intanto altri passeggeri hanno lamentato la lentezza con cui si sono chiamati i soccorsi. Per molti passeggeri si è aspettato troppo: “il personale di bordo rassicurava che era tutto nella norma e che presto sarebbe tornato tutto apposto, ma non è stato così”, ha detto un passeggero. Molti passeggeri hanno paragonato quanto successo con la trageda del Titanic.
Intanto la Capitaneria di Porto ha affermato che il numero di feriti è salito ad almeno 52 persone mentre i dispersi sono almeno 70, numero impreciso in quanto visto il gran numero di passeggeri è facile che si sia fatta confusione negli appelli. Nelle prossime ore si cercherà di effettuare un censimento più sicuro per capire quanti sono i dispersi.
Ricordiamo che sulla nave, fra passeggeri e personale, c’erano quasi 5.000 persone. La Costa Concordia è una delle navi da crociera più grandi d’Europa nel suo genere. I due squarci, causati dagli scogli, che la stanno progressivamente inabissando, non hanno solo provocato morti e feriti ma anche un danno economico con pochi pari nella storia. La nave era come una piccola città, la sua “fine” rappresenta per la Costa Crociere una danno immenso, più di cento milioni di euro, a cui si aggiungeranno i rimborsi per i passeggeri vittime della sciagura ed i rimborsi per chi aveva già prenotato una crociera a bordo della Costa Concordia, pensate che vi sono prenotazioni attive da qui ai prossimi 12 mesi. Altro dramma quello del personale di bordo. Non è ancora certo se siano stati tutti tratti in salvo, come detto la confusione delle ultime ore non ha permesso un censimento corretto, ma una cosa è certa, hanno perso il loro posto di lavoro.
Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso cordoglio nei confronti delle famiglie delle vittime.
Nella foto allegata a questo aggiornamento potete vedere lo scoglio che ha causato lo squarcio sulla carena.

Molti hanno parlato di una tragedia annunciata: al momento dell’inaugurazione della nave la bottiglia di spumante non si ruppe e già nel 2008 un incidente simile era avvenuto nel porto di Palermo, senza però causare danni di rilievo.
Il Codacons ha avviato subito le pratiche per la preparazione di una class action contro la società di navigazione, mirata a far ottenere ai passeggeri il risarcimento per i danni subiti.
Il presidente Carlo Rienzi ha affermato: “Si tratta di un incidente d’inaudita gravità. Tutti coloro che si trovavano a bordo della nave hanno diritto ad essere risarciti non solo per i danni materiali subiti, costo vacanza, beni personali persi o danneggiati, e ogni eventuale danni fisico, ma anche per quelli morali, come la paura e il terrore subiti, e per i rischi corsi in relazione all’incolumità fisica. Riteniamo che l’indennizzo non possa essere inferiore a 10.000 euro a passeggero. E’ inammissibile che, nonostante le sofisticatissime strumentazioni a bordo di tali navi, installate proprio per evitare scontri e incagliamenti, si verifichino simili incidenti. La magistratura dovrà indagare per disastro colposo e naufragio, accertando le responsabilità di chi aveva il compito di guidare la nave in quel tratto di mare”.

di Enrico Ferdinandi

14 gennaio 2012

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