Daniza è morta: web e animalisti insorgono, si sospetta una congiura

Daniza è morta: web e animalisti insorgono, si sospetta una congiura

daniza1TRENTO –In ottemperanza all’ordinanza che prevedeva la cattura dell’orsa Daniza, dopo quasi un mese di monitoraggio intensivo, la scorsa notte si sono create le condizioni per intervenire, in sicurezza, con la telenarcosi. L’intervento della squadra di cattura ha consentito di addormentare l’orsa che, tuttavia, non è sopravvissuta.  E’ stato possibile catturare con la medesima modalità, per poi prontamente liberarlo, anche uno dei due cuccioli,  che è stato dotato di marca auricolare al fine di assicurarne il costante monitoraggio. A tal fine sul posto è già operativa la squadra d’emergenza. Dell’episodio sono stati informati il Ministero dell’Ambiente, l’Ispra e l’Autorità giudiziaria. Già in giornata l’animale sarà sottoposto ad analisi autoptica”.

Questo il comunicato stampa riportato nel sito della provincia autonoma di Trento che sentenzia la morte dell’orsa Daniza in seguito alle operazioni di cattura da parte degli enti preposti. Oltre alle innumerevoli voci di protesta che si susseguono sul web, è importante segnalare quanto riferito dalla presidente dell’Enpa, Carla Rocchi, “Ciò che è accaduto all’orsa non è un incidente né un fatto casuale: è un animalicidio in pieno regola. Nei giorni e nelle settimane passate avevamo più volte chiesto di lasciare in pace l’animale, arrivando a diffidare le autorità locali: questo è il risultato della caccia alle streghe, del clima di terrore scatenato contro il povero plantigrado”.

L’ente nazionale protezione animali preannuncia, con le parole della Rocchi “Una mobilitazione legale da parte nostra, da realizzarsi assieme alle centinaia di migliaia di cittadini che si sono schierati con noi a difesa di Daniza che considerano responsabili di questa morte tutte le autorità che hanno fatto del ‘terrorismo psicologico’ contro l’orsa: in primis la Provincia di Trento, gli amministratori ed i politici locali che hanno scatenato questa ‘guerra di religione’. Ma anche coloro i quali hanno materialmente eseguito l’intervento di telenarcosi. Al riguardo chiediamo di sapere se tale intervento sia stato posto in essere da personale medico-veterinario e se siano state rispettate tutti i protocolli veterinari”.

L’Enpa, sostenendo l’evidente incapacità di tutelare l’animale da parte del Ministero dell’Ambiente,  si chiede quale ruolo abbia giocato in tutta la vicenda. Per questo l’associazione invoca le dimissioni immediate del ministro: “Chi, a vario titolo, è coinvolto nell’animalicidio di Daniza, stia sicuro di non dormire sonni tranquilli. Questo, per noi e per tutti i cittadini che hanno preso a cuore il caso dell’orsa, è il punto di partenza di una battaglia che porteremo avanti finché Daniza non avrà giustizia”.

Anche il co-portavoce nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, si unisce al coro di protesta: “Con la morte dell’orsa Daniza lo schifo e la vergogna sono stati raggiunti. Contro la mamma orsa si è costruito un accanimento da parte delle istituzioni che hanno portato alla sua morte e per questi motivi ritengo che la procura, sulla base del nostro esposto già presentato, debba aprire immediatamente un’inchiesta penale. Chi doveva difendere l’orsa, ovvero il ministero dell’Ambiente, ha assunto una posizione indecente e fuori dall’ordinamento giuridico italiano. I boschi non sono degli zoo e un bosco senza animali sarebbe come una città senza umani e da questi atti purtroppo e drammaticamente si misura anche il grado di non civiltà della nostra società”.

L’opinione pubblica è scossa innanzi a questo triste avvenimento, sono molti gli interrogativi che aspettano di essere risolti per fare chiarezza su una vicenda che ha il sapore della congiura. Inspiegabile l’atteggiamento di certe istituzioni, a partire dal Ministero dell’Ambiente, rimasto pressoché immobile durante tutto questo tempo. L’augurio è quello di ricevere risposte confortanti dall’esame autoptico, che eliminino i sospetti di complotto ordito per uccidere l’orsa facendo passare il tutto per una fatalità dovuta al caso.

Davide Lazzini
11 settembre 2014

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook