Caso Straccia: presto l’esame del Dna sul corpo ritrovato a Bari

di Patrizia Tarli

Atteso l’esame del Dna che svelerà l’identità del cadavere ritrovato a Bari – sarebbe rimasto troppi giorni in acqua e il riconoscimento è reso impossibile dall’avanzato stato di decomposizione del corpo.
A notare il cadavere sugli scogli del lungomare di Bari è stato un passante, che ha immediatamente lanciato l’allarme al 113. Il padre e la sorella di Roberto sono stati i primi ad arrivare sul posto del ritrovamento, ma non hanno potuto dire con certezza se il corpo fosse proprio il suo.
In seguito, anche la madre del 24enne è arrivata sul posto, ma nemmeno lei è riuscita ad identificare la salma. Tuttavia, le probabilità che si tratti di Roberto Straccia sono molto alte – la madre, infatti, avrebbe affermato con certezza che gli abiti ritrovati addosso al cadavere sono del figlio oltre a combaciare perfettamente con gli abiti indossati dal giovane il giorno della scomparsa quando, alle 14:39 di mercoledì 14 dicembre, è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza del nuovo sito della Guardia di Finanza nel mentre faceva jogging sul lungomare di Pescara.

Rinvenuti anche un I-Pod e un mazzo di chiavi, che sarebbero stati riconosciuti dalla madre di Roberto come appartenenti al figlio. In linea con le dichiarazioni rilasciate ieri, quasi immediatamente dopo il ritrovamento del corpo, dal sindaco di Moresco, Amato Mercuri, il quale aveva dato quasi per certo che si trattasse del giovane studente: “ al 99% il corpo è di Roberto” – avrebbe dichiarato il primo cittadino di Moresco ( Ascoli Piceno ), il paese dove vive la famiglia del giovane.
Già nella giornata di domani la Procura di Bari conferirà l’incarico sia per l’esame autoptico che per l’esame del Dna, i quali elimineranno ogni dubbio in merito all’identità della salma. Intanto i Carabinieri del Reparto operativo di Pescara stanno effettuando accertamenti su chiavi e I-Pod ritrovati nelle tasche della giacca indossata dal cadavere.

8 gennaio 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook