Sgominata rete che ricettava rame rubato, scoperte fatture false per 4,5 milioni di euro

Sgominata rete che ricettava rame rubato, scoperte fatture false per 4,5 milioni di euro

rameSIENA – La Guardia di finanza di Poggibonsi, comune in provincia di Siena, dopo due anni di indagini è riuscita a stroncare un traffico illecito di rame tra Toscana, Campania, Emilia Romagna e Lombardia. A seguito delle investigazioni, le fiamme gialle hanno scoperto un elaborato meccanismo che consentiva ai malviventi di arricchirsi senza destare sospetti. La Finanza aveva cominciato un’azione di monitoraggio nei confronti degli operatori economici attivi nel settore del commercio di rottami metallici, realtà economica ad elevato rischio di frodi in relazione al diffuso fenomeno dei furti di rame.

Il nucleo di tutta l’organizzazione criminale sarebbe stato individuato in un’azienda cartaria della Valdelsa senese, messa in piedi con la sola funzione di produrre false fatture che servivano a celare la provenienza reale dei rottami metallici. A capo della ditta un nullatenente di origini campane. Secondo gli investigatori sarebbero state emesse fatturazioni per operazioni inesistenti per un valore di circa 4,5 milioni di euro, riconducibili alla vendita di 1000 tonnellate di rame.

L’indagine delle fiamme gialle, denominata ‘oro rosso’, ha coinvolto 6 imprese e ha portato alla denuncia di 8 persone. A loro carico diverse ipotesi di reato, non solo fiscale: per i soggetti incriminati, infatti, si prospettano anche le accuse di riciclaggio di denaro e ricettazione di materiale rubato.

Per quanto concerne l’incremento esponenziale dei furti di rame, la Guardia di finanza ha dichiarato in una nota che le ragioni sono da ricercare nelle quotazioni in aumento sul mercato mondiale e dal differenziale creatosi tra una domanda in crescita e un’offerta in calo. Oltre alle leggi di mercato occorre segnalare, tra le cause che determinano i furti, anche l’impoverimento diffuso e la prospettiva di facili guadagni offerta dalla silenziosa compiacenza di molte aziende che, chiudendo gli occhi, accettano di acquistare il materiale che viene loro offerto dai malviventi.

Davide Lazzini
26 agosto 2014

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