Petizione per restituire la libertà ai delfini dei parchi aquatici

Petizione per restituire la libertà ai delfini dei parchi aquatici

delfiniROMA – Oltre alla petizione degli animalisti rivolta al governo italiano, a cui si chiede di vietare l’uso dei mammiferi marini nelle attività di intrattenimento e spettacoli, le associazioni a difesa degli animali propongono un’alternativa denominata ‘dolphin watching’, che consiste nell’osservare gli odontoceti direttamente nel loro ambiente naturale.

Secondo quanto riportato dall’associazione ‘Marevivo’ i delfinari presenti in Italia “Non hanno alcuna funzione educativa né scientifica o di conservazione della specie: fanno invece mero spettacolo, un inganno che i potenziali visitatori devono conoscere e a cui va messa la parola fine, a tutela degli animali costretti a questa inaccettabile prigionia”.

La responsabile delfinari e cattività della Lega antivivisezione (Lav) Gaia Angelini osserva: “In queste strutture gli animali vivono in un habitat limitato che non rispecchia le loro esigenze etologiche. Sono utilizzati per fare spettacoli e intrattenere il pubblico pagante. Invece i delfini hanno bisogno di nuotare liberamente. Sono mammiferi che percorrono fino a 100 km al giorno, che vivono in gruppi sociali complessi, composti da decine di animali e che parlano un loro linguaggio, oltre a sviluppare una propria cultura”.

Forti di tali ragioni, Lav e Marevivo hanno messo a punto un progetto chiamato ‘Sos delfini’ che consiste nel condurre piccoli gruppi di visitatori nelle aree marine in cui si trovano i mammiferi per osservarli e studiarli nel loro ambiente naturale, evitando agli stessi di finire confinati all’interno di vasche e di morire molto prima del tempo medio di vita.

Carmelo Fanizza, presidente della ‘Jonian Dolphin Conservation’ racconta: “Navighiamo sulle acque dello Ionio dal 2009 con il nostro catamarano-laboratorio ‘Taras’. Ogni giorno, dal lunedi alla domenica, percorriamo 35 miglia di mare, passando su fondali che superano i mille metri di profondità. Imbarchiamo 30 passeggeri per ogni traversata, che dura in media 6 ore, dalle 9.30 alle 15.30. Da una torretta alta 6 metri avvistiamo i delfini e poi ci avviciniamo, scattando fotografie per identificare le specie e registrando le vocalizzazioni attraverso apparecchiature apposite, il tutto con la collaborazione dei passeggeri a bordo”. Per Fanizza questo è il modo migliore per “Mostrare al pubblico che esiste un altro modo per contemplare questo bellissimo mammifero“.

La petizione, che ha raggiunto le 60 mila firme, è visionabile nel sito www.animalisti.it, in cui è possibile scaricare i moduli per la raccolta firme in favore dell’iniziativa.

Davide Lazzini
25 agosto 2014

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