Protesi killer: il rischio tumore è reale?

Il rischio tumore per le donne che hanno le protesi Pip è reale? Questa è una domanda alla quale qualche giorno fa sembrava facile rispondere. Inizialmente non c’erano dubbi, i composti che sono all’interno delle protesi francesi sono costituite da materiali non adatti ad uso clinico (bensì industriale) e quindi in caso di rottura aumenterebbero vertiginosamente il rischio di tumore al seno. In questi ultimi giorni però più volte sia le autorità francesi che italiane hanno cercato di rassicurare i cittadini ed allentare le preoccupazioni.

Molti esperti (come potrete leggere nel primo degli articoli correlati) hanno affermato che non ci sono ancora prove certe che legano l’uso di queste protesi con la probabilità maggiore di contrarre cancro al seno in quanto per ora il materiale che compone le Pip non risulta esser tossico.
Intanto dal lunedì in Italia è partito il censimento volto a comprendere quante siano in effetti le donne che “indossano” le protesi Pip.
In Gran Bretagna invece il Segretario alla Salute Andrew Lansley ha affermato che i dati statistici sulle rotture di queste protesi mammarie “d’oltre manica” non hanno evidenziato un tasso tale da invitare le pazienti a rimuoverle, anzi, sarebbero maggiori i rischi legati alla rimozione delle stesse. In Gb il dato allarmante è un altro, il numero di donne che si sono fatte impiantare le protesi killer: 42.000. Ricordiamo che invece in Francia si contano 30.000 donne, in Italia (in attesa del censimento) se ne contano circa 5.000.

di Alessandra Cetronio

4 gennaio 2012

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