Ghb nella bottiglia e ragazza violentata, forse non è un caso isolato

Ghb nella bottiglia e ragazza violentata, forse non è un caso isolato

ghb_bottlePisa – Potrebbe non essere un episodio isolato quello della ragazza violentata da due coetanei dopo averla stordita con il gamma-idrossibutirrato disciolto in una bibita, sostanza nota come droga dello stupro e che è impiegata – per uso medico – nella cura di depressione, insonnia ed etilismo. Fra i consumatori ‘malintenzionati’ è chiamata ‘ecstasy liquida’ o ‘Ghb’ e viene assunta per via orale, di solito mescolandola a una bibita. I poliziotti ne hanno rinvenuto alcune tracce nelle bottiglie utilizzate la sera del presunto stupro nella villa di uno dei due giovani, in un paese vicino a Pontedera.

Gli investigatori stanno approfondendo le indagini, aiutati dagli agenti del Commissariato di piazza Trieste, coordinati dal vicequestore Luigi Fezza. Attraverso una dichiarazione, le forze di polizia hanno reso noto che “Il particolare modus operandi dei due uomini, il materiale sequestrato e i contatti che gli stessi ragazzi hanno mantenuto tra loro – e con altre persone – attraverso i social network, ci portano a ipotizzare una serialità di comportamenti analoghi, perciò non si esclude che le indagini possano portare all’individuazione di eventuali altre vittime”.

Nonostante il racconto della presunta violenza, non sono state trovate tracce di Ghb nel sangue della ragazza: la droga infatti si volatilizza rapidamente e dopo qualche tempo non viene più rilevata dagli esami ematici. Determinanti quindi i rilevamenti effettuati in entrambe le bottiglie trovate dalla Polizia a bordo piscina a casa di uno dei giovani. Le analisi sono state fatte eseguire dal pm di Pisa Aldo Mantovani, che ha coordinato le indagini della Polizia di Pontedera.

I risultati hanno fornito la prova utile a emettere un provvedimento di fermo nei confronti dei due ventenni, che ieri sono stati condotti al carcere ‘Don Bosco’ di Pisa. La violenza risalirebbe a inizio luglio: dopo l’incontro con i giovani, due ragazze avrebbero accettato di seguirli a casa di uno dei due ventenni per un bagno in piscina. Una delle giovani avrebbe bevuto dalle bottiglie ‘contaminate’ e, al mattino seguente, avrebbe raccontato all’altra che la sera prima avrebbe avuto un rapporto sessuale con i due amici. C’è, però, chi rigetta le pesanti accuse mosse ai ragazzi fermati: diversi loro compagni, infatti, non credono alla versione attuale della vicenda.

Davide Lazzini
13 agosto 2014

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook