Arrestato il professore che adescava minori su Facebook

Arrestato il professore che adescava minori su Facebook

pellegrinoCuneo – In seguito ad una lunga serie d’indagini, l’8 agosto i carabinieri di Saluzzo hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Torino nei confronti di un professore che insegnava in una scuola media di Costigliole. L’uomo, Fabrizio Pellegrino, è stato condotto nel carcere delle ‘Vallette’ di Torino. Le accuse a suo carico sono pesanti: prostituzione minorile, violenza sessuale e possesso di materiale pedo-pornografico. Secondo l’impianto accusatorio il cinquantenne avrebbe intrattenuto “molteplici rapporti con minorenni” avvicinandoli con la scusa di “fare uno stage” nella nota associazione culturale ‘Marcovaldo’, di cui era presidente.

Il fermo di Pellegrino è stato possibile grazie alle dichiarazioni di un giovane di Costigliole che, l’8 luglio scorso, si presentò dai carabinieri rompendo il silenzio. Agli agenti ha raccontato una storia agghiacciante: un suo amico era finito nelle mani di Pellegrino, il quale, servendosi del profilo Facebook ‘Marcovaldo Giovani’, aveva adescato decine di studenti delle superiori. Per dare una parvenza di bontà delle sue azioni somministrava un questionario rivolto a ragazzi da 14 a 18 anni in cui chiedeva se fossero disposti a lavorare in gruppo, se gradivano giochi fantasy e giochi militari. L’esca era resa ancora più allettante attraverso l’uso di una chiara precisazione: “Sarete pagati”.

La prima vittima, 16 anni, ha raccontato: “Il professore, oltre a proporre attività culturali, descriveva anche un corso atto a sviluppare ‘il lato aggressivo’ del maschio”. Anche gli altri minori, sentiti dalle autorità, hanno testimoniato gli avvenimenti allineandosi alle dichiarazioni del sedicenne. In base alle precisazioni delle forze dell’ordine: “Dopo un’iniziale e pretestuosa attività di giardinaggio nell’abitazione di Pellegrino in località Pratavecchia, i ragazzi erano invitati a compiere veri atti sessuali con la promessa di un successivo compenso in denaro”. Il professore, con la scusa di una “lezione di sottomissione” e di “sviluppare la propria virilità”, invitava le giovani vittime a indossare stivali di gomma e a partecipare a sedute di gruppo nelle quali lui si presentava nudo e chiedeva di ‘punirlo’ in modi dolorosi e invasivi.

Durante una perquisizione a fine luglio, i carabinieri, nella cascina del professore, oltre al vascone pieno di letame in cui Pellegrino amava rotolarsi – come riferito dai giovani – prima di essere ‘picchiato’, hanno rinvenuto anche gli stivali di gomma usati per le ‘lezioni’. Sono stati inoltre ritrovati numerosi filmati e immagini che ritraggono i ragazzi mentre eseguono tra loro atti sessuali, spesso diretti dalle indicazioni del professore.

Sebbene un gruppo di esperti aiuterà i minori a rimarginare le ferite psicologiche, ciò che resta è l’uso sconsiderato della propria autorità da parte del docente che, in modo subdolo, ha perseguito i propri scopi personali sfruttando la posizione da lui ricoperta nella società.

Davide Lazzini
10 agosto 2014

 

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