Sospeso vigile urbano che teneva per sé contante ricavato dalle multe

Sospeso vigile urbano che teneva per sé contante ricavato dalle multe

vigili urbaniMilano. Cosa fa, concilia? Sembra essere la classica domanda del vigile urbano nei confronti dell’automobilista indisciplinato che, spesso, conciliava per evitare guai peggiori. Ma in questo caso, chi ha pagato subito e in contanti ha inconsapevolmente ingrassato le tasche del vigile e non quelle del Comune. Il protagonista multava auto con targhe straniere poi, invece di versare i soldi nelle casse comunali, se li intascava. Il 48 enne, scoperto dai suoi stessi superiori è stato sospeso dal servizio e indagato per peculato e rischia una pena detentiva dai tre ai dieci anni. A svelare il raggiro è stata una sua leggerezza: l’agente ritirava in centrale i blocchetti di verbali che spesso non venivano restituiti.

Le indagini, affidate dalla procura alla polizia locale, hanno rivelato il meccanismo. Il vigile fermava auto straniere che avevano commesso infrazioni, i cui conducenti sono obbligati – dal codice della strada – a saldare in contanti il verbale direttamente sul posto. A quel punto, anziché consegnare la somma di denaro all’organo preposto, il vigile la tratteneva per sé. Fra il 2013 e il 2014, avrebbe sottratto alle casse del Comune circa 30 mila euro: secondo le verifiche del comando di piazza Beccaria, su 194 verbali prelevati dall’agente lo scorso anno, ben 86 mancherebbero all’appello mentre, nei primi sette mesi del 2014, di 184 blocchetti presi, ne sarebbero stati restituiti solamente 34.

Oltre alla pena detentiva, il vigile rischia anche il licenziamento. Il comandante della polizia locale Mastrangelo ha riferito: “Il fatto che siamo stati noi stessi a scoprire l’agente dimostra che abbiamo gli anticorpi per eliminare quei rari casi di devianza all’interno del corpo. E ci siamo subito messi a totale disposizione del pm Paolo Filippini. In questa vicenda andremo fino in fondo, senza fare sconti a nessuno”. Nonostante le dichiarazioni di ‘linea dura’ del comandante, sono tanti i colleghi che difendono l’indagato, definito una brava persona, che si è trovata in una situazione difficile.

Anche Daniele Vincini, capo del sindacato dei ghisa Sulpm, ha preso le difese del viglile urbano e ha dichiarato: “Le spese legali necessarie alla difesa del collega saranno sostenute dalla nostra sigla sindacale. Se ha fatto quello che ha fatto, ha senz’altro sbagliato. Ma è stato costretto da una situazione familiare difficilissima, lo ha rovinato la separazione dalla moglie, si è confidato con molti di noi e di recente è stato sfrattato e deve mantenere moglie e figlia. Secondo noi, considerava quei soldi una specie di prestito, che avrebbe restituito appena possibile”.

Durante le perquisizioni a casa, nell’armadietto e nella moto dell’agente sono state rinvenute decine di verbali, conservati in ordine. Per Vincini questo dimostra la teoria del prestito: “Se avesse voluto davvero tenersi i soldi, avrebbe distrutto i verbali per eliminare le prove”.

Davide Lazzini
8 agosto 2014

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