Ricaricano schede sim sfruttando la linea aziendale: sospesi

Ricaricano schede sim sfruttando la linea aziendale: sospesi

sim-cellulari-truffa-ricaricheBari – Furto pluriaggravato e continuato di traffico telefonico con operazioni di ricarica su schede sim intestate a se stessi, parenti e amici. Queste le accuse mosse ad alcuni dipendenti di Telecom Italia dagli agenti della squadra mobile di Bari, coordinati dal sostituto procuratore della repubblica Carmela Bruna Manganelli che, nelle scorse settimane, ordinò sequestri e perquisizioni nelle abitazioni degli indagati, tutti residenti tra Bari, Corato, Canosa e Ruvo di Puglia. I reati contestati si riferiscono al periodo novembre 2012 – giugno 2013. I lavori d’indagine iniziarono proprio nel 2012, in seguito alla denuncia dell’azienda, che aveva rilevato un anomalo picco di traffico in uscita da alcune utenze aziendali – quelle gestite dagli indagati – verso telefoni cellulari.
Dalle indagini, svolte in collaborazione con l’ufficio funzione sicurezza territoriale Telecom Italia, è arrivata la conferma dei sospetti: da alcune linee interne all’azienda venivano effettuate, in modo sistematico, telefonate che erano assolutamente incompatibili con un’ordinaria attività d’ufficio, ed erano dirette esclusivamente ad utenze di telefonia mobile. Gli uomini delle forze dell’ordine hanno accertato chiamate anomale per un valore complessivo di diverse migliaia di euro, fatte anche di notte e nei giorni festivi, quando gli uffici erano chiusi. I dipendenti riuscivano a sottrarre traffico telefonico fino a 1800 euro per ciascuna utenza. Gli accusati avrebbero avviato dagli apparecchi aziendali fino a sei telefonate contemporaneamente – il massimo consentito – indirizzandole verso cellulari con schede sim che beneficiavano dell’opzione che consente di ricaricarsi in base alla durata delle chiamate ricevute che, in alcuni casi, venivano fatte partire alle 20, a conclusione del turno di lavoro, e duravano fino all’alba.
Gli inquirenti stanno analizzando computer, telefoni e altro materiale informatico appartenente ai dipendenti sotto accusa della sede Telecom di piazzale Mater Ecclesiae per individuare eventuali responsabilità di altre persone. L’indagine quindi potrebbe allargarsi, intanto le persone indagate sono state sospesi dall’azienda, che potrebbe costituirsi parte civile per il risarcimento dell’ingente danno economico.

Davide Lazzini
01 agosto 2014

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