Licenziamento di Abbate: sospetto intervento della politica

Licenziamento di Abbate: sospetto intervento della politica

Angelo-Bonelli-licenziamento-abbatePuglia. Divenuto famoso per le sue domande scomode e il microfono che gli fu strappato dalle mani durante una conferenza stampa da Girolamo Archinà, responsabile delle relazioni istituzionali dell’Ilva, il giornalista Luigi Abbate è tornato, suo malgrado, a far parlare di sé in quanto è stato licenziato dalla Blustar Tv, un’emittente televisiva tarantina. “Il suo licenziamento è soltanto l’ultimo atto illegittimo adottato dall’editore dell’emittente televisiva in questione”. Questo il commento, affidato ad una nota, rilasciato dal presidente di Assostampa Puglia Raffaele Lorusso, che aggiunge: “già un anno fa, nell’assordante silenzio delle istituzioni e delle forze politiche di Taranto, Blustar Tv licenziò quattro giornalisti adducendo come motivazione il venir meno dei centomila euro annualmente garantiti dall’Ilva”. Anche Angelo Bonelli, leader dei Verdi, si aggiunge al coro di protesta: “A me viene più che un dubbio sul fatto che ci sia una pressione politica dietro questa scelta. Ci sono state pressioni da parte di qualcuno? – si interroga – Era un giornalista scomodo da eliminare? Attendiamo che sia la proprietà di Blustar a rispondere”. Quanto sostenuto da Bonelli è avvalorato inoltre da Alessandro Marescotti, presidente di Peacelink: “Abbate è scomodo alla politica perché mostrava l’esistenza di due verità. Da una parte quella sostenuta da noi che, con le nostre eco-sentinelle e i nostri analizzatori, pari a quelli dell’Arpa Puglia, dimostravamo che le emissioni fuori controllo contenevano cancerogeni. Dall’altra quella dei politici, che davanti a quei dati non battevano ciglio”. Dal canto suo, Blustar rigetta le accuse definendole “Infondate e pervase di dietrologia”. “Nessuna persecuzione – prosegue – ma solo l’applicazione della sentenza del Tribunale del Lavoro di Taranto che ha reintegrato, nel luglio 2014, un’altra giornalista costringendo al licenziamento di chi aveva i requisiti stabiliti dalla legge 223/91”. E ad averli era proprio Abbate. Il giornalista non si sbilancia, per adesso: saranno i magistrati tarantini a dover stabilire la verità.

Davide Lazzini
27 luglio 2014

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