A Roma Meriam Ishag, condannata a morte perchè cristiana. Ora è libera

A Roma Meriam Ishag, condannata a morte perchè cristiana. Ora è libera

meriam-arriva-a-roma-e-incontra-papa-francescoRoma – Meriam Yahia Ibrahim Ishag, 26 anni,  è oggi in Italia, a Roma più precisamente. La sua vicenda è di quelle tristi ma a lieto fine; era stata infatti imprigionata e condannata a morte per apostasia in Sudan.

Meriam nasce da padre islamico e madre cristiana ma, abbandonata in tenera età dal padre, crebbe sotto la tutela della madre e quindi avvicinandosi al credo Cristiano. Nell’età adulta sposa un uomo Cristiano, Daniel Wani dal quale ha il suo primo figlio: Martin; da qui in poi la sua vita diventa un incubo.

Il 15 maggio 2014 Meriam viene condannata a morte ed imprigionata insieme al figlio Martin, incinta di otto mesi di una bambina – Maya, che darà alla luce in carcere – con l’accusa di apostasia e dunque il tradimento del credo Islamico. L’unica possibilità che le viene data è di ricusare la religione Cristiana, possibilità che però Meriam non vuole prendere in considerazione non potendo accettare di cambiare intimamente fede per l’imposizione di una corte. Grazie all’intervento dell’ambasciatore americano e alle molte pressioni mediatiche, viene finalmente rilasciata il 26 giugno e trova rifugio nell’ambasciata americana insieme a tutta la sua famiglia.

Oggi, 24 luglio, Meriam e i suoi familiari sono a Roma. Il vice Ministro degli affari esteri Lapo Pistelli si è personalmente recato in Sudan, prelevando tutta la famiglia e portandola a Roma con un volo della Presidenza del Consiglio. Ad attenderli c’erano il Ministro degli Esteri Federica Mogherini ed il Premier Renzi che ha espresso tutta la sua gioia per l’evento “Anche oggi siamo felici. Vi dirà tutto il viceministro Pistelli che ha curato questa operazione. Oggi è soltanto un giorno di festa”. A seguire la famiglia ha incontrato il Santo Padre e poi, nei prossimi giorni, volerà negli Stati Uniti per cominciare una nuova vita.

Questa triste storia era stata accennata da Renzi nel suo discorso d’insediamento a Strasburgo, insieme a quella delle giovani nigeriane rapite e convertite forzatamente all’Islam dagli islamisti di Boko Haram. Va indubbiamente detto che fa piacere constatare l’impegno umanitario del governo, sperando comunque che suddetto impegno sia perseguito a 360° nei giorni a venire.

 

Matteo Campolongo
24 luglio 2014

 

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