Nuovi sbarchi, ancora morti. L’Europa inerme di fronte alla tragedia

Nuovi sbarchi, ancora morti. L’Europa inerme di fronte alla tragedia

Barca-di-migranti-in-arrivoSicilia. Contrariamente a quanto stimato in precedenza, sono 29 i migranti morti e ritrovati all’interno del barcone soccorso da una petroliera nel Canale di Sicilia, tra le vittime anche un bambino di un anno, che stava affrontando il viaggio con la madre.

Non conosce sosta l’operazione “Mare Nostrum”: sabato sono stati salvati 749 migranti, fra cui cento donne, 61 minorenni e un neonato. Una nave che trasporta oltre cento migranti è in arrivo a Palermo. Prefettura, capitaneria, protezione civile e croce rossa sono in prima linea per offrire assistenza alle persone in fuga dalle loro terre d’origine.

A Pozzallo, intanto, sono sbarcati 203 nigeriani, soccorsi da una nave petroliera battente bandiera di Singapore, che li ha recuperati mentre si trovavano su due gommoni a 45 miglia a nord della Libia. I centri di accoglienza in provincia di Ragusa, Pozzallo e Comiso, sono pieni, pertanto è stato previsto il trasferimento dei migranti in pullman verso altre strutture dell’isola. Quattro ponti aerei hanno permesso inoltre di trasferire 368 immigrati dal centro d’accoglienza di Lampedusa verso località del nord Italia: Vicenza, Verona, Venezia, Reggio Emilia, Rimini, Forlì e Rovigo.

A Genova sono stati arrestati tre egiziani con l’accusa di essere gli scafisti del peschereccio naufragato a capo Passero, i cui superstiti sono stati trasbordati su una petroliera e fatti sbarcare nel capoluogo ligure. Uno dei passeggeri del barcone ha raccontato di aver pagato circa 2.000-2.500 euro per il viaggio dall’Egitto. Il premier Matteo Renzi, durante la visita ufficiale in Angola, punta di nuovo il dito verso Bruxelles:« L’Europa deve cambiare la propria politica di immigrazione». Dalla Lega, Matteo Salvini non risparmia attacchi al governo:«I 500 morti di quest’anno pesano sulla coscienza dei buonisti alla Mare Nostrum. E gli altri 500 che, temo, si conteranno per le altre partenze, sono tutti sulla coscienza sporca di Matteo Renzi».

Il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, ha lanciato l’altolà all’ospitalità dei migranti che il Viminale, secondo l’intesa siglata in sede di Conferenza Unificata, intende distribuire equamente su tutto il territorio nazionale:«Non spenderò mai i soldi dei lombardi per accogliere e mantenere i clandestini». Pronta la replica del deputato Pd Khalid Chaouki:«Quelli che Maroni e il suo nuovo leader si ostinano a chiamare clandestini sono bambini, donne e uomini in fuga dalle guerre e persecuzioni in Siria, Nigeria e Corno d’Africa che il nostro Paese che si chiama Italia ha il dovere costituzionale di accogliere insieme a tutta l’Europa. Si assumano quindi le loro responsabilità anche i governatori padani sognanti». Le dichiarazioni dei rappresentanti leghisti sono molto forti: non aiutano a trovare una soluzione in tempi brevi e contribuiscono in buona parte ad alimentare il sentimento di rigetto nella mente degli italiani; Maroni non ha intenzione di spendere i soldi degli italiani per accogliere chi è meno fortunato, paradossalmente – però – si dimentica di tutte le raccapriccianti vicende che hanno coinvolto i vertici della Lega al tempo di Bossi, in cui quei soldi, i nostri soldi, venivano spesi per soddisfare esigenze personali, tanto per citare un esempio potremmo ricordare le vicende del “trota”. Questa strategia è ormai ben nota anche in ambito accademico ed è, in estrema sintesi, mera campagna elettorale, fondata nell’instillare terrore e ansia nei cittadini che – spesso per ignoranza – si abbandonano a credere in questa teoria e rigettano lo straniero additandolo come piaga sociale. Importante è tenere a mente che anche gli italiani un tempo sono stati migranti: valigie di cartone, pochi soldi e un biglietto di sola andata, trattati spesso come bestie e umiliati nell’animo.

Davide Lazzini
21 luglio 2014

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