Petroliera italiana Savina Caylyn: liberati i 5 italiani

Tornano a casa i 5 marinai italiani rimasti prigionieri per più di 10 mesi a bordo della petroliera Savina Caylin, sequestrata dai pirati somali.

Le preoccupazioni, le ansie, le attese sono finite.  Natale ha portato finalmente la gioia tra le famiglie dei  5 marittimi  prigionieri dei ribelli somali dallo scorso febbraio in seguito al sequestro della petroliera italiana Savina Caylyn. Tra l’equipaggio tre sono campani, il quinto marinaio è invece di Trieste, l’altro del basso Lazio.

Due componenti sono di Procida: il comandante Giuseppe Lubrano Lavadera e il terzo ufficiale, Crescenzo Guardascione. Gli altri due marinai, precisamente Gianmaria Cesaro è della penisola Sorrentina, Antonio Verrecchia invece è di Gaeta. Nell’operazione, come sottolineato dalla Farnesina e dalla società armatrice  Fratelli D’Amato non è stato pagato nessun riscatto. Il governo italiano, come riferito da una nota del Ministero degli Esteri, ha evitato qualsiasi azioni di forza militare per non mettere in pericolo la vita  dei 5 italiani e non ha mai dato vita ad una trattativa con i ribelli, pagando dei riscatti. Diversa è la versione dei pirati che hanno dichiarato ad un sito somalo di aver ricevuto per il riscatto una prima somma consistente di 8,5 milioni e una seconda di 1 milione di dollari. Sono stati mesi di sofferenze, appelli a non finire  all’indomani del sequestro che, in seguito, ha vissuto momenti drammatici con tentativi di fuga da parte dei marinai sedati dai ribelli con violenze ed insulti.

di G.R.

21 dicembre 2011

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook