Dieci città italiane saranno travolte domani dall’onda Pride

Dieci città italiane saranno travolte domani dall’onda Pride

Tra la folla, virtualmente,  ci sarà il premier Renzi con un finto Selfie.

uno-scatto-in-piu-pride2014Domani 28 giugno dieci città italiane saranno attraversate dall’Onda Pride, la manifestazione nazionale del movimento lgbt che celebra la giornata dell’orgoglio, quella dei moti di Stonewall che nel 1969 diedero vita alle rivendicazioni di gay, lesbiche e trans.

Le manifestazioni si svolgeranno ad  Alghero, Bologna, Catania, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Torino, Venezia, che saranno i nodi di una rete di cortei che porterà nelle strade contemporaneamente e complessivamente decine di migliaia di persone.

Flavio Romani, presidente di Arcigay, nella circostanza dichiara: “Ancora una volta torniamo a manifestare per riscattare un’intera fetta della popolazione dalla marginalità nella quale uno Stato che non riconosce i diritti la spinge quotidianamente. Il Pride è il giorno dell’anno in cui riusciamo ad invertire una prospettiva, a ribadire la dignità di identità, istanze, relazioni e stili di vita esclusi dall’orizzonte della politica, dai paradigmi istituzionali e spesso anche dagli immaginari dei mezzi di comunicazione di massa”.

Poi Romani ricorda che tra le rivendicazioni che l’Onda Pride porterà nelle strade, c’è anche quella del riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso: “Renzi ha promesso entro settembre la discussione di una legge per il riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso”.

Sull’argomento, ribadisce Romani: “Di per sé l’annuncio ha tutti i connotati di un dejà-vu, nel metodo ma anche nel merito della proposta: lo stesso istituto veniva messo sul piatto due anni fa da Pierluigi Bersani e già allora protestavamo per l’arretratezza di una proposta che non raggiungeva l’obiettivo dell’uguaglianza e proiettava il nostro Paese in un dibattito che gran parte dei Paesi europei hanno affrontato dieci o quindici anni fa”.

Renzi, prosegue Flavio Romani, è di fatto fermo sulle posizione che altri leader hanno già prodotto: ora dimostri in cosa consiste il suo “nuovo verso”, ci faccia contare i passi in avanti che il suo partito è in grado di compiere nel cammino per il riconoscimento dei diritti civili. Il vero cambiamento, in questo Paese, sarebbe quello di vedere entrare una proposta di legge insufficiente in Parlamento e scoprirla arricchita alla fine del dibattito nelle aule”.

Infine ricorda come la proposta di legge contro l’omotransfobia ha completamente arrestato il suo iter parlamentare, dimostrando poca attenzione alle discriminazioni subiti da cittadini e cittadine da tutelare. Quindi provocatoriamente, il presidente di Arcigay, rivolge un invito a Renzi dicendo: “fai uno scatto in più, sposa l’uguaglianza”.

Il messaggio al Premier e segretario del Pd verrà mandato diffondendo un finto selfie, realizzato da Condividilove e che immerge il Presidente del Consiglio nella folla del Pride.

Redazione
27 giugno 2014

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