Prete impone prestazioni sessuali ai migranti: arrestato

Prete impone prestazioni sessuali ai migranti: arrestato

don-librizzi-arrestato-per-violenza-sessualeIl presidente della Caritas di Trapani, don Sergio Librizzi, è stato arrestato con le accuse di concussione e reati sessuali. Secondo gli inquirenti, il prete, sfruttando la sua posizione – membro della commissione territoriale presso la Prefettura – avrebbe preteso prestazioni sessuali da migranti maschi che chiedevano lo status di rifugiati politici in cambio del rilascio della documentazione atta a certificare tale status. Il sacerdote, ha detto il procuratore capo Marcello Viola, “agiva mediante pressioni, facendo leva sul suo ruolo apicale, sulla sua posizione di dominio”.

Le prestazioni sessuali spesso avvenivano nell’auto del sacerdote, sulla quale gli investigatori avevano collocato le “cimici”, che si sono rivelate fondamentali per arrivare ad arrestare il prete.

Don Librizzi è stato fermato nella canonica della parrocchia di San Pietro a Trapani, di cui è titolare. Durante la perquisizione della sua abitazione, inoltre, sono stati prelevati alcuni computer.

La curia vescovile di Trapani, che esprime “dolore e amarezza in seguito all’ordinanza di custodia cautelare che ha raggiunto questa mattina il reverendo don Librizzi”, ha sollevato il parroco da ogni incarico pastorale “confidando nell’operato della magistratura a cui assicuriamo il massimo della collaborazione”.

Questa forma di “clientelismo” molto distorto sta prendendo sempre più campo nella società, nei luoghi ed istituzioni in cui dovrebbe essere la dignità ad essere garantita: sfruttare il proprio status e il potere conseguito per costringere persone emotivamente provate e bisognose di aiuto a compiere atti umilianti e mortificanti rivela una triste realtà che, in estrema sintesi, possiamo identificare con lo “stato di natura”: l’uomo fondamentalmente è egoista per sue caratteristiche, e a determinare le azioni del soggetto sono solamente due tipi di istinto, quello di sopravvivenza e quello di sopraffazione. Hobbes nel XVII secolo negava che l’uomo potesse sentirsi spinto ad avvicinarsi al suo simile in virtù di un amore naturale; oggi, dopo 400 anni, siamo ancora allo stesso punto: homo, homini, lupus.

Davide Lazzini
25 giugno 2014

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