Frasi shock sulla tossicodipendenza, Alfano rimuove il prefetto di Perugia

Frasi shock sulla tossicodipendenza, Alfano rimuove il prefetto di Perugia

REPPUCCI_ANTONIO-prefetto-perugiaDopo le dichiarazioni shock, la rimozione dall’incarico. È questa la punizione inflitta dal Viminale ad Antonio Reppucci, il prefetto di Perugia che pochi giorni fa,nel corso di una trasmissione televisiva locale,aveva espresso le sue opinioni sulla tossicodipendenza, dichiarazioni già condannate da tutto il mondo politico.

«Se una mamma non si accorge che suo figlio si droga è una mamma fallita, e si deve solo suicidare»- aveva esordito il Prefetto, parlando di un problema che coinvolge numerose ragazzi e famiglie della provincia. Le parole di Reppucci non si sono limitate a condannare le vittime della tossicodipendenza, ma hanno voluto mettere bene in chiaro la responsabilità genitoriale: «Noi non possiamo fare da badanti e tutori al posto delle famiglie, se uno mette al mondo dei figli poi deve stare attento a quello che fanno. Se io avessi un figlio e lo vedessi per strada con la bottiglia in mano lo prenderei a schiaffi. Uno che beve per strada imbambolato io non lo accetto proprio».

I primi a reagire alle forti affermazioni del prefetto sono stati gli esponenti di Sel, che hanno subito chiesto al Viminale la sua rimozione. «Ho sentito le sue dichiarazioni, sono gravi e inaccettabili. Non può restare lì nè altrove. Assumerò immediati provvedimenti»- ha risposto il ministro dell’interno Angelino Alfano all’appello di Sel, una comunicazione seguita dalla rimozione di Reppucci e dal tweet del premier Renzi: «Le frasi del Prefetto di Perugia sono inaccettabili, specie per un servitore dello Stato. Sono grato al Ministro Alfano per lintervento».

Di fronte all’attacco, l’ex prefetto ha tentato un’ arrampicata sugli specchi, una difesa debole e poco credibile, ma sostenuta da ben 30 sindaci che hanno espresso la loro indignazione per una punizione arrivata in tempi da record. Ma di fronte alle reazioni indignate, Reppucci ha moderato i toni, discolpandosi:«Non volevo colpevolizzare le famiglie, volevo dire che dobbiamo fare squadra tutti insieme istituzioni, forze dellordine e famiglie per vincere la guerra contro la droga. Sono stato frainteso, il mio era un discorso molto più articolato».

Benedetta Cucchiara
22 giugno 2014

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