Arrestato l’assassino di Rita Morelli: è un immigrato del Gambia

Il movente però non è stato ancora chiarito.

SPOLTORE. Il Daily News, quotidiano di New York ha riportato la notizia che è stato arrestato l’assassino di Rita Morelli. In meno di una settimana tramite astute indagini la polizia di New York ha stretto il cerchio intorno al presunto assassino.
Il tutto sembrerebbe partire da una segnalazione al 911 il numero delle urgenze a New York, in cui una voce con marcato accento straniero ha detto della presenza di un cadavere nella casa della Morelli.

Le indagini sono partite dall’agenda telefonica della vittima, sono stati chiamati tutti i numeri telefonici presenti in essa  e si è arrivati a Bakary Camera, 41 anni, immigrato del Gambia che vive nel Bronx, a soli tre isolati dalla cabina telefonica da dove è partita la telefonata al numero delle emergenze. Non ci sono stati dubbi da parte degli investigatori nel riconoscere il tono dell’accento straniero della telefonata al 911.
Tramite la tracciatura della telefonata la polizia è riuscita a sapere l’ubicazione dell’abitazione di questo immigrato africano, un appartamento al quarto piano di Valentine Avenue.
 Alla vista della polizia l’uomo si è rifiutato di aprire la porta,  si è proceduto all’abbattimento della stessa, una volta entrati, gli agenti hanno trovato l’uomo in procinto di suicidarsi con un coltello.
L’uomo avrebbe confessato quasi subito di aver ucciso Rita, è stato immediatamente incriminato per omicidio di secondo grado. Non è stato chiarito, però,  che tipo di relazione esistesse tra vittima e carnefice, anche se è palese che i due si conoscessero, così come risulta anche dalle agende telefoniche dei due. Sono attesi i risultati delle analisi di laboratorio che sicuramente andranno a risolvere il mistero su tutta questa vicenda.
Sabato mattina tutta la città di Spoltore si stringerà intorno alla famiglia per i funerali di Rita Morelli, tutti se la ricordano come una ragazza piena di vita, allegra , partita cinque anni fa con il cuore gonfio di speranza e con la mente piena di progetti.

di Andrea Marasea

1 dicembre 2011

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