Omicidio New York: la polizia ha l’identikit dell’uomo con cui Rita è stata vista la sera di giovedì

Proseguono spedite le indagini sull’omicidio di Rita Morelli, la ragazza trovata morta giovedì scorso – La polizia di New York, infatti, dopo solo tre giorni dalla morte avrebbe un identikit.
Rita Morelli, 36enne originaria di Spoltore (Pescara), si trovava a New York ormai da 5 anni, studiava materie letterarie all’Hunter College, dove fra poco più di un anno avrebbe conseguito il diploma. Per mantenersi la giovane lavorava presso il Cafè Buon Gusto, un ristorante italiano dell’Upper East Side.

Secondo quanto evidenziato dalle prime ricostruzioni, la giovane sarebbe stata uccisa come tragico epilogo di una rapina nel suo appartamento, situato nel quartiere ispanico di East Harlem. Rita avrebbe cercato di impedire che le venisse sottratto il computer. L’autopsia effettuata sul corpo ha evidenziato un tentativo di difesa da parte della ragazza verso il suo assassino, che ha prima tentato di strangolarla e poi l’ha accoltellata. Dalla perizia del medico legale è emerso che la 36enne è stata raggiunta da tre colpi inferti con arma da taglio, di cui due al torace e uno alla gola.
Il primo a sapere della scomparsa di Rita è stato il cugino, Giorgio Morelli, che lavora negli Stati Uniti come giornalista ed è stato lui a dare l’annuncio che gli investigatori hanno in mano l’identikit dell’uomo con cui Rita è stata vista parlare la sera stessa in cui è stata uccisa. A tal proposito ha dichiarato: “Si sta procedendo all’esame del DNA. Sul caso stanno lavorando 12 detective ed è un gran risultato che in una città di oltre 12 milioni di abitanti si sia riusciti a trovare nome e cognome della persona in tre giorni. Mi piacerebbe annunciare presto il nome dell’assassino che” – specifica –  “non sarebbe il ragazzo ispanico che una vicina di casa ha visto parlare con Rita. Se la persona identificata è il colpevole ha le ore contate, se invece non è stato lui bisognerà ripartire da zero. Comunque” – ha voluto evidenziare Morelli – “avere identificato questa persona dopo tre giorni è un grande passo avanti”.

di Patrizia Tarli

28 novembre 2011

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