Abuso e falso. Sei anni a Scopelliti

Abuso e falso. Sei anni a Scopelliti

Giuseppe-ScopellitiAbuso e falso. Queste le motivazioni che hanno portato alla condanna a sei anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici del presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti.

La condanna riguarda il periodo in cui Scopelliti era sindaco di Reggio Calabria per aver firmato dei bilanci ritenuti falsi. La vicenda era esplosa in seguito alle autoliquidazioni dell’ex dirigente comunale Orsola Fallara suicidatasi nel 2010. In pratica la Fallara si liquidò parcelle per un importo di 750mila euro.

In seguito ad ulteriori accertamenti emersero una serie di irregolarità nei bilanci dell’ente dal 2008 al 2010.

Scopelliti aveva riferito ai giudici che il 2 novembre del 2009 chiese conto alla Fallara delle autoliquidazioni delle parcelle e la funzionaria gli disse: “mi vergogno, ma è tutto vero”. Da quel momento- aveva detto il governatore della Calabria i “nostri rapporti si interruppero”. Poi, nel 2010 la Signora Ornella Fallara si suicidò.

Dopo la lettura della sentenza Scopelliti ha commentanto: “Le sentenze vanno rispettate soprattutto quando si è uomini delle istituzioni, ma non posso esimermi dal commentare quella che mi riguarda. Una sentenza clamorosa che lancia un messaggio inquietante e pericoloso per tutti gli amministratori del Paese”.

“Ad oggi – ha aggiunto Scopelliti – non è emerso un solo elemento probatorio che consenta di individuare la certezza della mia responsabilità”. “Credo – ha concluso – che ci siano anche delle riflessioni da fare. Io ho firmato gli stessi atti che ha firmato il sindaco facente funzione che mi ha sostituito”.

Da uno dei suoi avvocati, Aldo Labate giunge si è appreso che: “Siamo ovviamente delusi dall’esito del processo, aspettiamo le motivazioni della sentenza

Luigi Carnevale
28 marzo 2014

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