Sono morti i due alpinisti dispersi sul Monte Bianco

Monte Bianco. Volevano arrivare sulla cima più alta quella di Punta Walker (4.208 metri) e poi scendere sul versante italiano fino al rifugio Boccalatte (a 2.803 metri) ma una burrasca li ha bloccati a circa 4.000 metri di altitudine. Li sono rimasti per sette giorni, impossibile salvarli prima a causa delle intemperie e della nebbia che limitava la visuale agli aerei. Hanno resistito il possibile ma poi i gelo li ha sfiancati ed infine uccisi. Lui era Olivier Sourzac, 47 anni, guida alpina francese di Chamonix, lei, la sua cliente, si chiamava Charlotte Demetz, esperta escursionista di 44 anni, residente a Fontainebleau, vicino a Parigi.

Prima del recupero di oggi c’era stato un solo contatto, telefonico, con i due, il capo del Soccoro alpino Valdostano, Alessandro Cortinovis aveva dichiarato: «L’unica cosa certa è la quota comunicata da Olivier nell’ultima telefonata 4050 metri. Era quanto indicava il suo altimetro, ma bisogna calcolare una fascia d’errore per la variazione della pressione atmosferica. Più si abbassa e più lo scarto è ampio».
Grazie a questa informazione i soccorsi avevano individuato i due, diversi i tentativi di soccorso come detto falliti. A comunicare il loro decesso Andrea Ortu, medico rianimatore dell’ospedale di Aosta, che lo ha comunicato oggi al momento del ritrovamento. I loro corpi erano congelati e si trovavano fra le rocce, ciò che ha permesso agli uomini di localizzarli è stato il giaccone rosso di uno dei due. Quella che doveva essere un’avventura è finita in tragedia, forse con una condizione meteo meno avversa le cose sarebbero andate diversamente.

di Enrico Ferdinandi

9 novembre 2011

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