Luxuria arrestata e poi liberata a Sochi. Sventolava una bandiera con scritto “essere gay è ok”

Luxuria arrestata e poi liberata a Sochi. Sventolava una bandiera con scritto “essere gay è ok”

L’ex deputato di rifondazione comunista si trovava in Russia per un servizio da realizzare per il programma televisivo le Iene, contro la propaganda omosessuale e le leggi ristrette di Putin, ma è stata arrestata per poi essere rilasciata poche ore dopo.

Una provocazione senza dubbio ben riuscita, ma che ha dovuto pagare con qualche ora in commissariato. Vladimir Luxuria arrestata ieri a Sochi durante i giochi invernali, è stata liberata grazie all’intervento delle autorità diplomatiche italiane. Inviata per la trasmissione Le Iene, al suo arrivo aveva scritto su Twitter “Sono a Sochi! Saluti con i colori della rainbow, alla faccia di Putin”. Il riferimento al presidente russo non era di certo casuale, perché nei giorni scorsi aveva spiegato che i gay erano benvenuti al Sochi ma a patto di non fare propaganda omosessuale, che potesse in qualche modo coinvolgere i minori. Luxuria, arrestata per aver sventolato una bandiera con i colori dell’arcobaleno e la scritta in cirillico, “essere gay è ok”, ha dichiarato alle autorità diplomatiche italiane di esser stata trattata cordialmente dalla polizia. Differente il commento di Imma Battaglia, presidente onorario di Gay Project, che ha definito l’atteggiamento degli agenti aggressivo. La stessa, avrebbe poi raccontato quanto scritto nel messaggio ricevuto dal ministro Bonino, in cui confermava che Luxuria fosse libera e stesse bene.

Secondo il governo di Mosca invece, ci sarebbe stato un semplice controllo di documenti, prolungato a causa della mancanza di un interprete italiano.

Luxuria ha poi raccontato di aver avuto problemi all’aeroporto, quando ai controlli per il passaporto gli agenti, leggendo un nome maschile, che non corrispondeva alle sembianze femminili dell’ex deputato, si sarebbero insospettiti. “Sapevo che prima o poi mi avrebbero fermato”, ha detto,  affermando come lì un nome come Vladimir associato al suo aspetto, non è passato inosservato.

di Serena Santoli

17 febbraio 2014

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