Prosegue la caccia a Cutrì, il fuggitivo di Gallarate. La famiglia del boss fa il tifo per lui.

Prosegue la caccia a Cutrì, il fuggitivo di Gallarate. La famiglia del boss fa il tifo per lui.

Non si fermano le ricerche per l’ergastolano Domenico Cutrì, liberato in un assalto a Gallarate due giorni fa

Una caccia senza sosta estesa in tutta Italia, quella che stanno effettuando carabinieri e polizia, per ritrovare il 32enne Domenico Cutrì, evaso due giorni fa a Gallarate, in provincia di Varese.   Definito “un uomo pericolosissimo” dal procuratore generale del Piemonte, stava scontando un ergastolo, per aver fatto ammazzare nel novarese un magazziniere polacco di 22 anni, solo perché ci aveva provato con la sua fidanzata. Cutrì, nel primo pomeriggio di due giorni fa si trovava sul furgone che lo trasportava dal carcere di Busto Arsizio al Tribunale di Gallarate, per un’udienza. Non appena l’uomo è sceso dalla vettura, hanno fatto irruzione sul luogo uomini armati, che hanno assalito il blindato della polizia penitenziaria e gli stessi agenti, con pistole al pugno e spray urticante  Sono bastati pochi secondi per scatenare una vera e propria sparatoria, che ha comportato un trauma cranico ad un agente e contusioni per altri di loro (in tutto quattro ad esser stati feriti)  insieme alla morte non immediata del fratello dell’eragastolano, Antonino, che, colpito con una pallottola alle spalle, è fuggito insieme alla madre, il detenuto ed i  complici, a bordo di una Citroen c3. L’auto, che risulta rubata, è stata ritrovata nei parcheggi dell’ospedale di Magenta, dove sono stati scaricati la madre ed il fratello,  morto per le ferite riportate.                                                                                                                    Dunque, non stupisce affatto il commento aggiunto dal  procuratore  sull’ergastolano, il quale ha detto che “ha dei legami familiari fortissimi”. Perché i Cutrì, di origini calabresi, sono una famiglia unita e compatta, a cominciare dalla mamma del Boss, Maria Antonietta, che ha lanciato un messaggio al figlio, riportato sul Corriere della Sera: «Non ti costituire, tuo fratello si è sacrificato per te. Non ti consegnare, scappa». Non da meno è la piccola della famiglia, che agli inquirenti ha detto «Se anche sapessi dove si nasconde mio fratello, non ve lo direi. Avete ammazzato Antonino e Domenico dovrà passare tutta la vita in carcere da innocente». A difendere il fratello dell’ergastolano è anche il capofamiglia, Mario Cutrì, che afferma come Antonino non abbia sparato, ma siano stati i poliziotti a colpirlo, perché se davvero avesse voluto, li avrebbe ammazzati tutti.

di Serena Santoli

5 febbario 2014

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