T’an avre quater fans, Sic!

Però Sic! Di là verità…avresti mai pensato di vedere così tanta gente nella tua Coriano? Credo proprio di no…avresti magari sognato, un giorno, di vedere molti più fans sotto al podio di Misano o del Mugello. E stanne certo che un giorno ce l’avresti fatta a farli ammattire tutti. Ce l’hai fatta in un altro modo, caro Marco, nel modo peggiore che tu potessi scegliere, ma fatto sta che il destino, o chi per lui, ha voluto che quella probabile, sicura futura festa sotto al podio più alto di un circuito che avresti di certo domato e divorato sotto le gomme, si trasformasse in una processione mesta ma ugualmente grande. Un ricordo, un fiore, una lacrima: niente può ripagarti di ciò che hai donato a tanta gente che ti conosceva bene e a quelli che ti adoravano dagli spalti o dai divani di casa, senza minimamente sapere chi fossi veramente.

E qui sta la tua grandezza: non ci voleva poi tanto per conoscerti. Eri disponibile, eri spontaneo, eri simpatico e naturale. Eri come ti si vedeva dalla Tv: un “bastardo”, come ti apostrofò Rossi, e sapevi far incazzare tutti per il tuo talento disarmante e la tua troppa foga. (ho detto foga Sic, non fare le tue battute del cavolo per favore!)
Eh già, campione! La foga…la tua innata cocciutaggine di spingere sempre e comunque, senza risparmiarti. Quell’impeto misto a talento che ti aveva fatto quasi vincere e disastrosamente fatto cadere. Quella cocciutaggine di voler a tutti i costi restare in sella…che ti ha fatto andare via a 24 anni.
C’è chi ha detto parole belle e intense…ma non le condivido! Assolutamente…lui era perfetto per questo mondo troppo impettito e politicamente corretto! Quel “Dio bò” ripetuto e spiattellato nella mente di tutti ad ogni gran premio ravvivava uno stato di cose troppo serioso per essere minimamente credibile. Lui era e rendeva questo mondo perfetto, perché per ogni campione ci vuole l’anti-campione. Per ogni divo, l’anti-divo. Questo eri, Sic. Uno di noi, così vicino eppur così grande…
Mi dispiace averti solamente intravisto nel 2007 al Mugello. Non eri una star – e non lo saresti mai diventato – ma eri già un campione – e lo saresti rimasto per sempre. Ho avuto modo di conoscerti nei seguenti 4 anni e ne sono felice perché eri il mio idolo e quelle sfide col Dovi resteranno nella mia mente. Ricorderò le cadute che ti hanno tolto le vittorie e spezzato le belle gare e non scorderò le “vaccate” fatte con gli spagnoli. Poveri loro!
Mi spiace averti avuto vicino solamente nel momento dell’addio, separati da un vetro di una macchina che lenta attraversava le vie del tuo paese. Ma Dio bò, Marco! Quanti ti volevano bene. Ce li avevi quattro fans, eh Marchino?! E chi lo avrebbe detto prima di quel maledetto 23 ottobre? Tu forse no…noi di certo già lo sapevamo.
Da non credente non posso dire di essere felice per te come ha fatto il parroco: avrei preferito ben altri podi. Non so se hai davvero sconfitto la Morte come singhiozzava il dottor Costa: lei ti ha portato via ma tu alla fine, forse, resti davvero dentro tutti noi e, come quei palloncini col tuo numero incastrati tra i rami degli alberi, non sembri intenzionato a volare via. Sicuramente non te ne andrai mai dalle nostre menti. “Non dimenticheremo mai le tue espressioni e i tuoi folti riccioli” recitava un messaggio dei tifosi…no mai! Non dimenticheremo mai il tuo talento, la tua simpatia, il tuo carisma, la tua guida, le tue cadute…non dimenticheremo mai te né la tua famiglia. La Super-Famiglia del SuperSic alla quale noi tutti mandiamo un forte abbraccio. Dopo tante parole e tanti abbracci verranno le ore e i giorni della solitudine ma, in fondo, non saranno mai veramente soli, stanne certo Marco.
Ora si abbassa il sipario sulla tua vita e sulla tua morte. È davvero giunto il momento dell’ultimo saluto…prima del prossimo gran premio. Se è vero che le corse sono la vita e tutto quello che succede prima e dopo è solo l’attesa della prossima gara…beh!…preparati Sic perché tu correrai per sempre con tutti noi.
Vai Marco!

 

 

di Luca Bolli

28 ottobre 2011

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